il libro

Aridissima Sicilia, Voto di scambio politico-mafioso: Borrometi e Giarrusso a Siracusa

Aridissima Sicilia, Voto di scambio politico-mafioso: Borrometi e Giarrusso a Siracusa

Trenta euro in cambio del voto: le manette in cambio della libertà. E’ questo il linguaggio usato in un Terra arida, assetata, impoverita di denaro e cultura, una Terra nella quale si accetta ancora oggi di barattare un diritto sacrosanto per pochi euro, una Terra come la Sicilia dove esiste e persiste “Il voto di scambio politico-mafioso”.

E’ proprio questo il nodo del libro presentato ieri nella sala multimediale del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, dal senatore Mario Michele Giarrusso del Movimento 5 Stelle, scritto a quattro mani con Andrea Leccese.
“Il voto di scambio politico-mafioso” è un testo che ripercorre la storia di alcuni pezzi di diritto penale dell’Italia, a partire dal 416 ter, definita dal senatore una legga “zoppa” e per questo applicata massimo sette volte in 20 anni.
Anni come il 1992, 1993, quelli caldi della mafia che faceva sentire forte e chiara la sua presenza, sono anni che ciclicamente tornano o forse non sono mai spariti.
La trattativa Stato-mafia, indicata da Giarrusso, vedeva e vede tutt’ora un filo rosso che lega, intreccia, anni, nomi, personaggi e leggi. Negli anni 90′ infiltrazioni mafiose in Parlamento bloccarono la formulazione della legge 146 ter, rimasta a metà. “Oggi – spiega Giarrusso – una circolare ha avuto il potere di modificare il 41 bis, la legge che regola il carcere duro, garantendo più colloqui ai detenuti e alleggerendo la pena.
La mafia – continua il senatore – attacca i partiti politici, s’infiltra tra i banchi delle Aule e corrode il sistema politico, allunga le mani sul codice penale e prova a chiedere la modifica delle leggi più dure”.

A dialogare con Giarrusso il giornalista d’inchiesta Paolo Borrometi, una penna libera e squisitamente impazzita contro le mafie. E’ lui a spiegare le recenti inchieste giornalistiche nelle quali lui stesso racconta come funzionano le piazze di spaccio a Siracusa e gli affari dei clan, affari che nella provincia (in particolare Avola, Pachino e Noto)si intrecciano con brogli politici.
Ed è proprio la politica la protagonista della prossima inchiesta di Borrometi, come lui stesso ha anticipato. Tre politici siracusani, nella scorsa tornata elettorale regionale (quella del 5 novembre) avrebbero chiesto il supporto dei clan, e grazie proprio a questo aiuto sarebbero stati eletti.

Un dialogo, quello tra mafia e politica, che continua da 45 anni, e che logora la democrazia colpendola dritta al cuore: la libertà di pensiero, espressione e molto altro ancora.