“Sul campo di Cassibile, la cui stabilizzazione continua a sembrarmi un errore, pongo alle forze sociali e politiche e alla Prefettura una domanda che mi sembra essenziale: è stato fatto un censimento del campo, identificando chi lo abita e soprattutto dove e per chi lavora?”
Così l’assessore alla cultura del Comune di Siracusa interviene sul dibattito in atto sugli interventi da effettuare per tutelare i migranti ospiti della baraccopoli di Cassibile e per rendere dignitose le loro condizioni di vita nel campo.
Granata tira in ballo gli imprenditori agricoli per i quali questi migranti lavorano e che, a suo parere, dovrebbero prendersi carico della loro ospitalità.
“È possibile – chiede Granata – che si consenta di riversare sul “pubblico” il problema e non si chieda agli imprenditori di dare un contributo di ospitalità e armonia, lasciando loro solo i profitti? È possibile – prosegue l’assessore – che non esista una sola forza sindacale che sollevi il tema di profitti privatizzati e problemi scaricati alla collettività?
Solo dopo questi passaggi – conclude – possiamo iniziare un sacrosanto lavoro di integrazione, ma non per risolvere ogni problema e alleviare ogni costo ai possidenti terrieri”.
