l'editoriale

Caro amico, ti racconto il 2019 per la città di Siracusa tra lacrime, ricorsi al Tar, inciviltà, umanità e un occhio al futuro

Caro amico, ti racconto il 2019 per la città di Siracusa tra lacrime, ricorsi al Tar, inciviltà, umanità e un occhio al futuro

Caro amico ti scrivo,
ti dico che questo 2019 è stato un anno complicatissimo per Siracusa, dal punto di vista politico, giudiziario, della cronaca nera ma anche bianca.
Il tasso dei disoccupati è ancora alto, e tanti sono i giovani sfiduciati, figli di una generazione che li vuole tuttologi, ma che torna in cambio pochissimo.
Un dramma che, per fortuna, conosce un contrappeso: i ragazzi che si sbracciano e studiano, lavorano, sudano. Qualcuno decide di giocarsi la carta dell’estero in cambio di un futuro, e qualcuno è già andato e tornato con un solo obiettivo: cambiarla questa bellissima Terra.

Dal punto di vista politico, questo 2019 è stato l’anno del Tar. Un ricorso, si direbbe ironicamente, non si nega a nessuno (basti pensare che si urla ai presunti brogli anche per l’elezione del presidente di Arcigay). E così abbiamo visto susseguirsi una serie di audizioni e ricorsi, a tantissimi livelli.
Ma sicuramente quello che ha fatto tanto discutere è stato il ricorso sul risultato delle scorse elezioni amministrative firmato dall’ex candidato sindaco Ezechia Paolo Reale, arrivato secondo. Reale chiedeva l’annullamento della tornata elettorale, e ha avuto come risposta il ritorno al voto in 9 sezioni.
Una notizia che certamente ha turbato l’altra parte, Francesco Italia, il quale nega con forza la presenza di brogli allo scorso 10 giugno.

E mentre quella sentenza annulla la proclamazione di Italia sindaco e la città è a rischio commissariamento, il Consiglio comunale non esiste più. Come dimenticare quella seduta, la seduta della fine, quando tutti si guardavano in faccia ma nessuno aveva veramente capito che quello era l’inizio del baratro.
Un tonfo della politica che ha fatto una vittima: la rappresentanza politica. Dalla caduta del consiglio la distanza tra cittadini e mondo della politica è stata più netta (anche se il solco era già stato aperto dopo la cancellazione delle circoscrizioni).

Il 2019 è stato anche un anno pieno di lacrime perché la strada fa ancora tante, troppe, vittime. Simone, Paolo, Irene, Roberta, Giovanna, Gianluca, Rita, Aurora, Cristian, Nino, Benny e Loris sono soltanto alcuni nomi delle vittime che, sull’asfalto, hanno lasciato sogni e speranze di un’intera vita spezzata troppo presto. Una vera e propria strage. Ma purtroppo non è l’unica.

Un’altra strage è quella delle donne vittime per mano di colui che diceva di amarle. Per loro è stato un anno decisivo, per qualcuna è arrivato l’ergastolo al marito, per qualcun’altra è ancora in corso l’accertamento della verità (omicidio o suicidio?), per qualcun’altra la condanna all’ex fidanzato della figlia.

Una nota la dobbiamo dedicare alla faccenda Sea Watch che ha mandato Siracusa su tutte le prime pagine di giornali e tv. Pomeriggi intensi per noi giornalisti a guardare dagli scogli, da lontano, quella piccola barchetta sulla quale esseri umani chiedevano salvezza. E’ stato un momento straziante, ma anche ricco di umanità, ricco di giovani che sulla spiaggia chiedevano di fare scendere i fratelli africani. Ebbene in quei giorni Siracusa ha mostrato la parte più bella di sé stessa, quella umana e solidale.

Non si può dimenticare neanche la passione politica che si è respirata in Largo XXV Luglio durante la visita di Matteo Salvini. Un evento storico per questa città. Una Siracusa che non è rimasta in silenzio, una Siracusa che scende in piazza e partecipa. Sempre, anche per le vicende ambientali, sull’onda della 16enne Greta, Siracusa c’era. E ci sarà sempre anche quando la verità fa paura, ci sarà anche quando il vicino di casa fa paura, Siracusa c’è e siamo convinti che ci sarà sempre, a testa alta. Siracusa quest’anno ha mostrato anche l’altra faccia della medaglia, quella oscura, quella che non ne vuole sentire di rispettare le regole su ogni fronte, dai rifiuti alla circolazione stradale.
E’ vero la raccolta differenziata porta a porta è stata una rivoluzione epocale per i siracusani, ma a distanza di tempo c’è ancora chi decide scientemente di non rispettare le regole, abbandonando i rifiuti ovunque. Come c’è chi pensa di essere l’unico padrone della strada, facendosi beffe di regole, tanto da indurre l’amministrazione a mettere in campo un dispositivo come lo “Street control” per sanzionare i campioni del parcheggio selvaggio o a installare rilevatori di velocità e deflego sulla strada di Targia per indurre gli automobilisti a limitare la velocità e ad evitare manovre pericolose.

Il 2019 è stato anche l’anno che vede tre donne occupare ruoli di rilievo in città con la nomina di Giusy Scaduto a prefetto e di Sabrina Gambino a Procuratore capo, che si sono aggiunte a Gabriella Ioppolo, Questore di Siracusa dal 2017.
Vogliamo sperare, da donne, che questo sia un segno del cambiamento in positivo.

E poi ci sono i giornalisti, chiamati a raccontare ogni giorno, tra mille insidie, quello che accade.
Per noi di SiracusaPost è stato un altro anno di impegno con l’unico obiettivo di informare il più possibile, e in maniera imparziale, su fatti, attori e dinamiche che animano questa città. E’ stato un altro anno con un occhio al giornale e l’altro a voi, i lettori.
E’ stato un altro anno con numeri in crescita grazie solo ed esclusivamente a voi. Il nostro grazie di cuore ai lettori affezionati e non.
Auguri a tutti, il 2019 è passato. Sguardo avanti, a questo 2020 che già si anticipa ricco di eventi ed emozioni.

Oriana Gionfriddo e Carmen Sambito