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Cassibile, braccianti extracomunitari sfruttati: denunciati un “caporale” e i titolari di un’azienda agricola

Cassibile, braccianti sfruttati, spiati e malpagati: denunciati un "caporale" e i titolari di un'azienda agricola

Nel 2017 alcuni braccianti agricoli extracomunitari denunciano alla Guardia di Finanza le condizioni di lavoro di sfruttamento cui erano sottoposti, le indagini che ne sono seguite avrebbero portato alla luce “una fitta rete di rapporti tra un cittadino extracomunitario, che reclutava manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento”. Oggi arriva il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di tre persone, accusate di illecito sfruttamento del lavoro. Si tratta di un extracomunitario, il cosidetto “caporale” e i due titolari di un’azienda agricola che opera nel territorio di Cassibile, Avola e Siracusa.
L’attività investigativa, eseguita anche mediante indagini tecniche, avrebbe accertato che i lavoratori extracomunitari, oltre ad essere retribuiti in modo inadeguato rispetto alla quantità di ore di lavoro prestato, molto spesso non erano neanche ingaggiati. Le ispezioni riscontravano numerose violazioni in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro ritenuti insalubri, sporchi e senza i dispositivi di protezione individuale.
A tutto ciò si aggiungono i metodi di sorveglianza utilizzati: oltre al “caporale”, che faceva la sentinella nei campi, era state installato un sistema di videocamere abusivo nei magazzini per controllare i lavoratori. A luglio del 2017, il Gip di Siracusa, Andrea Migneco, ha sottoposto l’azienda a controllo nominando un amministratore giudiziario, allo scopo di non interrompere l’attività produttiva e non compromettere l’occupazione e il valore economico del complesso aziendale.