la presentazione

Cassibile, “Patto per l’agricoltura”: fronte comune di sindacato, politica e associazionismo

Cassibile, "Patto per l'agricoltura": fronte comune di sindacato, politica e associazionismo

Presentato questa mattina a Cassibile, nella sede della Cgil, il “Patto per l’agricoltura”.
Un documento, sottoscritto da Cgil, Lealtà e Condivisione, Pd, Art. 1, Italia Viva, M5S, Oltre, Arci, Accogli Rete, che, attraverso modelli inclusivi e di riordino del territorio, facilita la convivenza con le comunità locali e che si propone degli obiettivi ben precisi: restituire dignità alle condizioni dei braccianti stagionali e combattere il caporalato.
Nel primo caso viene condivisa l’idea del sistema di accoglienza diffusa: un obiettivo che necessita, secondo i sottoscrittori del Patto, della collaborazione fattiva dei Comuni vicini a Cassibile oltre che degli imprenditori agricoli: i primi perché si facciano carico anch’essi della realizzazione di strutture idonee all’alloggio dei lavoratori stagionali; i secondi per l’attivazione di pratiche legali di reclutamento della manodopera, a cui affiancare i controlli potenziati dell’Ispettorato del lavoro e del Corpo Forestale oltre allla restituzione di un ruolo importante ai Centri per l’impiego.
L’area attrezzata di contrada Palazzo è una risposta positiva – viene evidenziato – ma non è risolutiva del problema.
Ma soprattutto viene sollecitata la partecipazione attiva dei residenti sia nella fase di ideazione delle iniziative che nella loro gestione. Un obiettivo quest’ultimo che può essere conseguito, intercettando risorse regionali, nazionali ed europee. “Solo un’azione sinergica e concertata di tutti gli attori coinvolti, non solo istituzionali – è stato sottolineato – può pervenire alle soluzioni attese dai lavoratori e dalle comunità interessate”
Il Patto resta pertanto aperto e auspica la partecipazione attiva di chiunque ne condivida le finalità.
Al microfono di SiracusaPost.it il segretario generale della Cgil di Siracusa, Roberto Alosi CLICCA QUI per guardare l’intervista