E’ un pezzo della storia di Siracusa, di quella storia che racconta, anche nei volti e nei ricordi di quanti ancora vi lavorano, le origini di questa città. Eppure nessuno sembra davvero averne a cura le sorti. Ci riferiamo al mercato di Ortigia, il mercato del pesce per antonomasia, dove tradizioni, cultura, anche gastronomica, e storia si mischiano in un tutt’uno. I cinquantenni e i quarantenni non faranno fatica a ricordare che il mercato di Ortigia è stato per decenni una parte importante del centro storico, punto di riferimento per ogni siracusano; nei giorni clou si faceva fatica a muoversi tra le bancarelle del pesce o della frutta e verdura, tanta era la gente che sceglieva di recarsi in Ortigia per fare la spesa. Oggi, il mercato di via De Benedictis sembra essersi ridotto ad un qualsiasi mercatino rionale: poca gente, anche nel fine settimana, pochi affari e tanta preoccupazione fra gli operatori. Nell’ultimo decennio il volume di affari è calato del 40% e anche se questo dato in parte è dovuto alla crisi globale che colpisce ogni settore, per la maggior parte è causato dalla noncuranza di chi avrebbe dovuto intervenire e non lo ha fatto.
Questo quanto abbiamo visto con i nostri occhi questa mattina: uno scenario desolante che non promette nulla di buono per il futuro se non si decide di invertire al più presto la rotta. Tra gli operatori serpeggia un forte malumore: si sentono abbandonati a loro stessi e inascoltati. Loro sanno bene cosa non va e sanno anche cosa bisognerebbe fare per ridare ossigeno e prospettive future alle attività che al mercato di Ortigia si trovano praticamente da sempre. Le note dolenti sono sempre quelle, le stesse a cui nessuna amministrazione ha finora dato una soluzione vera: mancano i parcheggi, i mezzi di trasporto pubblico si fermano troppo lontani dal mercato e i più anziani hanno ormai rinunciato a recarsi al mercato di Ortigia. Manca il presidio quotidiano dei Vigili Urbani, che – ci hanno detto – sarebbe un deterrente per gli abusivi. A questo proposito è bene aprire un capitolo a parte: sono parecchi i venditori abusivi di pesce e ricci di mare ( la cui raccolta e vendita adesso è vietata), ma anche di ortaggi che occupano gli angoli e i marciapiedi dentro e intorno al mercato e che indisturbati lavorano ogni giorno dell’anno. “Eppure – ci ha raccontato un acquirente con cui abbiamo parlato – se si lascia la macchina per qualche istante messa male, la multa la troviamo puntuale sul parabrezza”. Gli operatori, infine, rivendicano la qualità dei loro prodotti e la competitività dei loro prezzi e non ci stanno a vedere andare in fumo una realtà che, oltre a rappresentare il loro pane quotidiano, è, senza ombra di smentita, uno dei tasselli importanti che fa parte di quel quel prezioso mosaico che è Siracusa.
