Bonifiche ferme al palo. Dopo circa 10 mesi di Governo, la Giunta Musumeci non ha ancora affrontato, in modo concreto e risolutivo, la riforma dei Consorzi di Bonifica in Sicilia. La denuncia di Paolo Sanzaro, segretario generale della UST Cisl Ragusa Siracusa, e Sergio Cutrale, segretario generale della FAI Cisl territoriale, i quali si rivolgono all’assessore regionale Edy Bandiera: “al quale chiediamo uno sforzo ulteriore per difendere questo territorio che è il suo territorio”.
“A seguito di una Legge voluta dal Governo Crocetta, – dicono i due – che ha destabilizzato un equilibrio che vigeva sul comparto, tramite un contributo economico del Governo (95%) che riusciva a soddisfare la gestione dei Consorzi siciliani e garantire un introito di risorse (5%) tramite l’emissione dei ruoli per la distribuzione dell’acqua, – continuano i due segretari – si è introdotto un meccanismo di progressiva diminuzione del contributo regionale in 5 anni, fino all’azzeramento, creando un progressivo aumento del costo dei ruoli agli agricoltori in percentuali altissime (400%). Questo pertanto ha creato un diminuzione progressiva di risorse per la gestione dei Consorzi, (tra cui le retribuzioni dei dipendenti) ed un aumento sconsiderato agli agricoltori”.
“Il tempo di riflessione è finito, – sottolineano i segretari generali di UST Cisl e Fai Cisl Ragusa Siracusa – i lavoratori del Consorzio di Bonifica assieme agli agricoltori siciliani hanno bisogno di una Legge che regolamenti con serietà e trasparenza questo importantissimo comparto. I 300 giorni richiesti dal governo sono una distanza enorme per i problemi del settore che richiede urgenti provvedimenti e strategie di sistema”
