Il governo ha varato il decreto ‘cura-Italia’, vale 25 miliardi, ne attiva 350.
Queste le misure:
Sono differiti al 20 marzo i versamenti in scadenza ieri. Il decreto inoltre introduce ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite Iva colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria.
E’ riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per lavoratori autonomi e le partite Iva. L’indennizzo potrebbe non valere solo per il mese di marzo. Cassa integrazione in deroga anche per le aziende “con un solo dipendente”. Lla cig dura al massimo 9 settimane.
Sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche. Viene potenziato il Fondo centrale di garanzia per le Pmi, attivando la gratuità della garanzia prestata dal fondo e altre agevolazioni.
Bonus da 100 euro esentasse per i lavoratori dipendenti – a valere sul mese di marzo – con reddito annuo inferiore a 40 mila euro, che svolgano la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working). Arriva poi un credito d’imposta al 60% dell’affitto di marzo per botteghe e negozi e la deducibilità estesa per le donazioni effettuate dalle imprese per l’emergenza, mentre quelle delle persone fisiche godono di detraibilità fino a 30 mila euro.
Tra le altre misure, 85 milioni alle scuole per le dotazioni tecnologiche a supporto delle lezioni a distanza.
Estensione del congedo parentale a 15 giorni (con retribuzione al 50%) e un voucher baby-sitter da 600 euro (1,6 miliardi stanziati con un bonus ulteriore “speciale” per il personale sanitario e le Forze dell’ordine: in questo caso vale mille euro) per chi ha bisogno di curare i figli fino a 12 anni. Per quel che riguarda i permessi della legge 104, per il periodo marzo-aprile saranno estesi di 12 giorni
I licenziamenti verranno congelati: misura che riguarda le procedure dal 23 febbraio in avanti, da quando cioè è scoppiata l’emergenza sanitaria. Per i lavoratori in quarantena, si conferma il computo del periodo di astensione dal lavoro come malattia.
La Laurea in Medicina definitivamente abilitante alla professione medica, liberando così circa diecimila medici fondamentale per far fronte alla carenza di personale sanitario.
Detenzione domiciliare per i detenuti che hanno pene da scontare sino a 18 mesi. Se la pena è superiore a 6 mesi sarà applicato il braccialetto elettronico.
Proroga di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.
Finanziamento dell’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa) mentre le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature (per un costo di 340 milioni).
