Continua la pax mafiosa tra i sodalizi criminali della provincia di Siracusa, che tengono strette salde alleanze con le consorterie etnee. Inizia così la relazione semestrale della Direzione Investiva Antimafia riguardante il primo semestre del 2017. Nella relazione si legge che il clan Bottaro-Attanasio continua ad esercitare il proprio potere nel capoluogo, così come il clan Santa Panagia, e se il primo è collegato al Clan catanese dei Cappello, il secondo vanta, invece, forti legami con la famiglia etnea dei Santapaola. La zona nord della provincia, comprensiva dei comuni di Lentini, Carlentini, Francofonte ed Augusta, ricade ancora oggi sotto l’influenza del clan Nardo. La zona sud, invece, riguardante i comuni di Noto, Pachino, Avola e Rosolini, è da tempo sotto il dominio esclusivo del clan Trigila. La zona pedemontana (Floridia, Solarino, Sortino), infine, è sotto l’influenza del clan Aparo. Infine, nei territori di Cassibile e Pachino operano rispettivamente il clan Linguanti e il clan Giuliano di cui si colgono segnali di riorganizzazione. Il traffico e lo spaccio di stupefacenti e le estorsioni rimangono settori essenziali nelle strategie dei clan aretusei.
