Settore edile in caduta libera. Dal 2008, anno in cui si sono ravvisati i primi segnali della crisi, al 2017 il numero delle imprese si è ridotto del 41% mentre quello degli operai del 60% (da 10.718 a 4.318).
E’ questo il quadro che viene fuori dal Rapporto sulla sicurezza di imprese lavoratori stilato dall’Opt Siracusa (Organismo Paritetico Territoriale per la formazione e sicurezza in edilizia), su dati forniti dalla Cassa Edile Siracusana sullo stato di salute del settore delle costruzioni.
Generalmente sono le imprese più grandi a fornire maggiore sicurezza ai dipendenti, ma a Siracusa questa non è altro che un’eccezione, visto e considerato che le imprese del settore nella nostra provincia per il 90% occupano fino ad un massimo di 5 dipendenti.
Alla base di tutto c’è una crisi economica dovuta a mancanza di prospettive di lavoro nel breve termine per assenza di investimenti pubblici di cui il territorio avrebbe necessità, così come tante volte hanno sottolineato i sindacati della categoria di Cgil, Cisl e Uil.
I numeri parlano: dei 124 cantieri visitati dall’Opt Siracusa nell’anno 2017, solo 17 riguardano opere pubbliche mentre 107 sono cantieri privati. Il 78% delle consulenze sono state erogate in cantieri il cui importo lavori non supera i 250.000 euro.
Per quanto riguarda le 212 consulenze effettuate, sono state rilevate 3.139 inadempienze alle norme di sicurezza, di cui: 1.185 riguardanti carenze di documentazione, assenza nell’organigramma aziendale di figure responsabili della sicurezza e carenze di formazione/informazione/addestramento; 1.954 relative ad impianti e logistica di cantiere, attrezzature e macchine, dispositivi di protezione collettiva ed individuale.
La proposta avanzata dall’Opt migliorare la sinergia tra tutti i soggetti e gli enti che si occupano di edilizia, e poi il rinnovo del Contratto Integrativo Provinciale per i dipendenti delle Imprese edili.
