Sono molti i sindaci della provincia di Siracusa che hanno espresso parere negativo alle disposizioni dell’ultimo Dpcm del governo Conte sulle misure previste per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus.
Dal capoluogo, a Lentini, da Avola a Noto fino a Portopalo i primi cittadini lamentano poca chiarezza nel provvedimento e soprattutto l’assenza di misure di ritorno alla normalità che potessero sostenere le imprese commerciali (bar, ristoranti, parrucchieri etc) la cui apertura è prevista, invece, per l’1 giugno.Le misure prese a partire del 04 Maggio non sono considerate sufficienti per ripartire.
Viene chiesta inoltre l’apertura di cimiteri, chiese, negozi, bar e ristoranti, musei ed aree archeologiche nel rispetto delle misure anticontagio.
“La Sicilia viene paragonata ad altre regioni, dicono molti sindaci, nonostante siamo stati responsabili e abbiamo una curva epidemiologica che dimostra che da noi i contagi sono ridotti e possiamo iniziare una graduale riapertura”.
Anche il governatore, Nello Musumeci, non ha espresso un giudizio positivo tanto che, secondo indiscrezioni, pare che la Sicilia chiederà al governo Conte alcune deroghe alle riaperture delle attività produttive previste dal 5 maggio. E non è esclusa qualche forzatura, con una ordinanza del presidente della Regione che a breve dovrebbe essere varata e che potrebbe allargare delle maglie.
