Difficoltà economiche, modi diversi di vivere gli spazi pubblici e altre condizioni ancora, fanno dell’Italia un Paese che verte non solo su un turismo strettamente legato a musei e cimeli, ma anche un Paese da vivere a 360 gradi, dove respirare anche in Piazza il profumo di cultura e tradizioni varie.
Siracusa, però, è tra i centri storici siciliani che perdono più popolazione (-16,8%), insieme a Trapani, Enna e Ragusa. A dirlo è la prima indagine conoscitiva sui centri storici dei 109 Capoluoghi di Provincia italiani realizzata da Ancsa, Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici con la collaborazione del Cresme. Lo studio si concentra su dati dall’anno 2001 fino al 2011, quando la città di Siracusa aveva un altro disegno, ma è in assoluto la prima ricerca nel suo genere.
Secondo Ancsa, su 109 centri storici, solo 15 hanno registrato una riduzione del numero delle famiglie tra 2001 e 2011: a parte l’Aquila, le ultime tre posizioni sono occupate da Siracusa (-11%), Ragusa (-6,8%), Enna(-5,6%), indicatore importante di un preoccupante scenario demografico negativo nelle città siciliane.
Peraltro, proprio il cuore di Siracusa, pare che abbia perso nel 2011 il 34,3% dei giovani che c’erano nel 2001. Non solo: sempre più famiglie decidono di abbandonare il centro: -10%.
I centri storici con basso indice di dipendenza dagli anziani e popolazione anziana in calo: centri storici con indice di dipendenza dagli anziani molto inferiore alla media, arriva fino al 17,8% a Palermo, e calo della popolazione anziana residente, fino a perdere il 17,4% a Caltanissetta. In questo gruppo rientrano molte città del sud, Caltanissetta, Siracusa, Catania, ma anche del nord, come Genova, Bologna.
