“Il contagio si deve contrastare fuori dagli ambienti scolastici e non all’interno, come avviene oggi”.
Questa la posizione del Comitato Scuole Sicure di Siracusa: “Sarebbe stato opportuno – viene spiegato – allestire nei cortili delle scuole o in spazi appositamente creati, rispettando le distanze ed evitando assembramenti, una sorta di pre-triage, dove misurare con termo-scanner le temperature e dove fare stazionare, a tutela della privacy, gli alunni che potrebbero presentare la sintomatologia sospetta. Queste operazioni – aggiunge il Comitato – potrebbero essere affidate a personale infermieristico o a operatori sanitari che, ad esempio, al momento sono senza occupazione e percepiscono il reddito di cittadinanza. Per ultimo bisognerebbe rivedere tutti gli impianti meccanici degli ambienti scolastici, sanificandoli ed emulando le soluzioni di riciclo dell’aria dei centri commerciali e ripensare il sistema di sanificazione generale che dovrebbe essere affidato solo ed esclusivamente a ditte specializzate con rilascio di certificazione periodica”.
Il Comitato, infine, solleva il problema della sicurezza sui mezzi del trasporto scolastico, suggerendo l’adozione del “modello norvegese”, dove si razionalizzano gli spazi, si delimitano con pannelli di plexiglass i posti a sedere, in modo da limitare i contatti tra passeggeri, si procede ad una rapida sanificazione oraria dei mezzi e si permette l’igienizzazione delle mani degli utenti appena saliti sul mezzo.
