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Inquinamento acustico nemico dei siracusani, metà dei siti analizzati supera i limiti normativi

Inquinamento acustico nemico dei siracusani, metà dei siti analizzati supera i limiti normativi

Inquinamento acustico nemico dei siracusani. Lo rivelano i dati Ispra dell’ultimo rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” nel capitolo relativo a “Esposizione all’inquinamento elettromagnetico ed acustico”.
Numeri alti non solo in provincia di Siracusa, ma anche ad Agrigento e Palermo, dove circa la metà delle infrastrutture/attività analizzate ha fatto registrare almeno un superamento dei limiti normativi. Male anche gli strumenti di controllo del rumore, con i comuni capoluogo che sono all’anno zero sul fronte dei piani di risanamento acustico e delle relazioni biennali sullo stato acustico.
Considerando il monitoraggio effettuato nel 2017 nei comuni capoluogo isolani, si registrano, in particolare, le 14 infrastrutture/attività a Palermo, con 42,9% che hanno visto almeno un superamento dei limiti normativi, le 16 di Siracusa (43,8%), e le 23 di Catania, con una percentuale di superamenti pari all’8,7%, legata principalmente alle attività commerciale (1 su 2 di quelle monitorate ha fatto registrare almeno un superamento).
l numero di sorgenti controllate per 100 mila abitanti, che nella media delle 120 città oggetto dello studio raggiunge quota 8, è compreso tra 0 e 5, quindi inferiore al dato nazionale, a Messina, Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa ed Enna.
È più o meno adeguato al livello nazionale a Catania, compreso tra 5 e 11, e decisamente superiore a Siracusa (tra 21 e 40). Soltanto quattro città su nove – Catania, Siracusa, Messina e Palermo – hanno realizzato studi sulla popolazione esposta al rumore, mentre nessuna amministrazione dei comuni capoluogo ha avviato i piani di risanamento acustico comunale o le relazioni biennali sullo stato acustico.