Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Siracusa. Lo ha deciso l’assemblea provinciale dei Sindaci che, ieri all’unanimità dei presenti, ha deliberato per la gestione interamente pubblica del Servizio Idrico Integrato.
Prossimo passaggio la realizzazione del Piano d’Ambito.
Dopo quello di Agrigento, il Servizio Idrico Integrato di Siracusa è il secondo che verrà gestito da una società completamente pubblica .
L’assemblea, tenuta in video conferenza, si è svolta in un clima di confronto e condivisione, alla presenza del commissario regionale per l’aggiornamento del piano d’ambito Giorgio Azzarello, dei sindaci e rappresentanti dei Comuni di Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattìni Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Noto, Palazzolo Acreide, Portopalo, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, e, in qualità di uditori, di due rappresentanti del Forum siciliano delle associazioni per l’acqua e i beni comuni, che aveva fatto richiesta di partecipazione.
Il presidente Francesco Italia ha dichiarato: “Ringrazio tutti i colleghi per il clima di fiducia e collaborazione reciproca instaurato. Lo stato delle infrastrutture e i necessari investimenti, l’alta percentuale di dispersione idrica e la reale capacità di rendere sostenibile la nascente società consortile, sono le sfide più importanti a cui l’Ati di Siracusa sarà chiamata a dare risposta”.
“Solo in questo modo – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – è possibile dare attuazione alla legge regionale 19/2015 che dichiara l’acqua ‘un bene comune non assoggettabile a finalità lucrative’. Una legge, tra l’altro, nata dalla spinta della vittoria schiacciante al referendum popolare del 2011, con il quale il 98% dei cittadini siciliani votò sì per l’acqua pubblica. Affidare il SII ad una Azienda Consortile Pubblica è stata la scelta migliore – prosegue – perché da una parte tutela i diritti dei cittadini-consumatori e dall’altra è l’unica opzione realmente rispettosa della normativa regionale vigente. Adesso vigileremo – conclude La Rosa – affinché la società pubblica gestisca in modo efficiente l’acqua in provincia di Siracusa e garantisca elevati livelli di qualità del servizio e costi per metro cubo ragionevoli”.
