Riavvicinare gli accertamenti delle maggiori entrate previste dall’amministrazione comunale e i relativi incassi per recuperare le somme in entrata. Questa la strada indicata dal gruppo consiliare di Amo Siracusa, al lavoro sul bilancio di previsione 2019.
Tre i capitoli presi in considerazione: Tari, multe stradali e imposta di soggiorno. Per la tassa sui rifiuti il gruppo consiliare ha accertato che al 26 luglio, con l’approssimarsi della scadenza della terza rata, la somma incassata dall’ente è salita a 8.093.116,00 euro, pari al 26,4%. In questo caso, secondo Amo Siracusa, le rateizzazioni da concedere per i soggetti che versano in particolari situazioni di difficoltà, potrebbero essere una soluzione che avrebbe l’effetto di ridurre gli evasori totali per indurli gradualmente alla legalità fiscale.
Gli incassi riguardanti le infrazioni del codice della strada al 23 luglio scorso ammontano a 1.157.911,60 pari al 15,3%. “Anche volendo sottrarre all’entrata iscritta in bilancio i crediti di dubbia esigibilità che la Ragioneria ci dice caratterizzino questa voce – si legge nella nota – l’incasso sale al 32% del previsto”.
Per l’imposta di soggiorno, riferisce il gruppo consiliare, la distanza tra incassato e previsione nel 2018 è molto inferiore perché nel 2018 si contano reversali per 850.874,67 euro pari all’89% di quanto iscritto nella previsione di bilancio.
“Il punto è che molte strutture alberghiere non si sono ancora messe in regola con il pagamento dell’imposta. E’ notizia dello scorso 5 luglio, per esempio, quella che due grandi strutture alberghiere cittadine debbono al Comune quasi 400 mila euro. Su questo versante – conclude la nota – noi proponiamo due cose: da una parte un collegamento tra il Comune e il portale alloggiati affinché il Comune possa periodicamente scrivere alle strutture di cui ha contezza degli alloggiati ma dalle quali non provengono gli incassi dell’imposta al fine di regolarizzare le posizioni; dall’altra delle convenzioni con le società di trading on line come già avvenuto in altre città italiane affinché il Comune riceva l’imposta direttamente da queste società al momento della prenotazione”.
