emergenza coronavirus

Nuovo Dpcm in arrivo, dal 16 gennaio stretta sugli spostamenti e stop all’asporto dai bar dopo le 18

Nuovo Dpcm, dal 16 gennaio nuova stretta sugli spostamenti e asporto vietato dai bar dopo le 18

Allo studio del governo nuove limitazioni e una nuova stretta sulla movida, vietando l’asporto dai bar a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle. Il nuovo Dpcm dovrà entrare in vigore dal 16 gennaio e sul tavolo c’è anche la possibilità di istituire una zona bianca con un Rt sotto 0.5, in cui poter riaprire tutto senza limitazioni.
Sono le ipotesi trapelate al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e che saranno presentate oggi alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. I governatori hanno già espresso la loro contrarietà all’ipotesi di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti, raccomandazione, perorata dagli scienziati.
Nel nuovo Dpcm non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità, una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni), di andare a trovare amici o parenti. Nel provvedimento, oltre alla scuola, entrerà molto probabilmente anche la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. L’unica cosa certa al momento è che il nuovo provvedimento – al quale sarà affiancato un Dl per estendere il divieto di spostamento tra le regioni – continuerà a prevedere le zone colorate e il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Smentita invece la possibilità di istituire i weekend arancioni: le giornate di sabato e domenica, dunque, avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, così come teatri e cinema. I musei potrebbero riaprire nelle zone gialle.
Ieri intanto il sindaco di palermo, Leoluca Orlando ha chiesto al governo nazionale l’istituzione della “zona rossa” in Sicilia dove ieri l’indice di positività ha sfiorato il 20%, e in attesa di questo ha sollecitato al presidente Musumeci la dichiarazione di “zona rossa” per i capoluoghi di provincia più esposti come Catania, Messina, Palermo e Siracusa.