E’ un ritardo contenuto quello del Comune di Siracusa nei pagamenti alle imprese creditrici. I termini sono stati stabiliti da un direttiva dell’Unione Europea nel luglio 2011, recepita poi dal ministero dello Sviluppo economico. Il documento prescrive pagamenti certi entro 30 giorni dal ricevimento della fattura da parte dell’ente debitore o, quando non è certa la data di ricevimento della stessa, dalla consegna della merce o dalla data di prestazione dei servizi, termine che si dilata a 60 giorni in casi eccezionali (come i debiti sanitari).
Ebbene dal sito del Comune di Siracusa, sezione Amministrazione Trasparente, si evince che i giorni di ritardo nei pagamenti sarebbero intorno ai 38. Eppure il dato del capoluogo aretuseo è praticamente uno dei migliori in Sicilia.
Sono Enna e Ragusa le due province “più virtuose”, registrando rispettivamente 20 e 24 giorni di ritardo. Subito dopo Siracusa, e poi a scendere tutte le altre, per poi arrivare a Palermo che si aggiudica in assoluto la maglia nera con ben 177 giorni di ritardo.
Discorso diverso per l’Asp di Siracusa che invece, con 20 giorni di ritardo, sale sul podio delle peggiori, preceduta da Trapani e Palermo.
L’unico Comune in Sicilia a rispettare la direttiva Ue è Trapani.
