Tutto tace, a distanza di un mese dalla firma del protocollo, sulla richiesta di riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa.
A sollevare la questione è Giovanni Cafeo, segretario della III Commissione Ars Attività Produttive, secondo il quale “il fattore tempo è determinante”.
“La crisi industriale non aspetta i tempi comodi della politica – ribadisce Cafeo – il ritardo nell’incentivare gli investimenti in Sicilia viene purtroppo certificato anche dalla situazione riguardante le Zes, ancora in attesa della nomina dei commissari da parte del Governo nazionale anche per la richiesta da parte della regione Siciliana alla Ministra Carfagna di prendere altro tempo, ritardando ulteriormente le designazioni con il conseguente rischio di perdere l’opportunità data dalle Zone Franche Doganali intercluse. “Non possono essere l’incapacità amministrativa o peggio le beghe politiche a fermare lo sviluppo in Sicilia – continua Giovanni Cafeo – anche perché l’auspicio dell’assessore Turano in merito ad un’ ulteriore proroga della possibilità di individuare le zone Franche Doganali intercluse previste nelle Zes rischia di non essere accolto dalla ministra Carfagna, visto che sarebbe la terza e quindi potrebbero esserci seri problemi rispetto ai vincoli fissati dall’unione europea.
Ci troviamo dunque nella situazione di avere potenzialmente tutti gli strumenti giusti per poter cambiare passo e avviare finalmente la ripresa nel nostro territorio – conclude – ma tocca adesso alla politica modificare il proprio atteggiamento, sono necessari fatti concreti e soprattutto è necessario evitare che le solite contrapposizioni interne possano inficiare sulla qualità delle persone da nominare e sulle tempistiche, limitando così l’efficacia degli strumenti messi in campo”.
