Oggi ricorre il 35°anniversario dell’uccisione di Salvatore Raiti, il carabiniere siracusano che il 16 giugno del 1982, a soli 19 anni, fu ucciso mentre insieme ad altri colleghi era impegnato nel trasporto di un detenuto. Quest’ultimo era il vero obiettivo del commando armato. L’agguato avvenne sulla circonvallazione di Palermo e nonostante fosse stato colpito gravemente, Raiti impugnò l’arma in dotazione per affrontare gli aggressori.
Oggi sul luogo della strage, nel giardino di Ciaculli, è stato piantumato, su iniziativa dei familiari, l’albero alla memoria, la memoria del sacrificio di un eroe senza tempo.
Questo il ricordo postato dalla sorella Giovanna nel 2015 sul suo profilo Facebook:
“33 anni fa ci chiamavi: la tua voce era triste e spenta ,noi con la nostra insistenza nel volerne capire il perché , tu ostinato nel non volerne parlare. Un saluto per tutti ci hai dato e per non lasciare nulla al caso hai avvisato, chi ti stava accanto, della paura di non tornare più . Eppure l’indomani mettesti la paura sotto gamba e vinsero gli insegnamenti che mamma ci aveva dato : Onestà e Onore. L’Onestà di fare il proprio dovere e l’Onore di indossare una divisa. Hai reso la tua spoglia divisa bella e grande. Tanto bella e grande quando quella di un Generale . Eppure avevi solo 19 anni, giocavi a fare l’uomo e invece eri un EROE”.
