Protestano i contribuenti

Siracusa, rimborsi post sisma del ’90: dopo l’Agenzia delle Entrate anche il Governo di traverso

Rimborsi post sisma del '90, dopo l'Agenzia delle Entrate anche il Governo di traverso

Un’altra tegola sui contribuenti delle province di Siracusa, Catania e Ragusa, interessati dai rimborsi dei tributi post sisma del ’90.
E’ ormai nota la posizione negativa dell’Agenzia delle Entrate, che tiene “in ostaggio” le somme pagate in eccesso dai cittadini delle tre province, nonostante le sentenze della Cassazione. Adesso si palesa in senso contrario anche la posizione del Governo. Quest’ultimo in prima battuta ha taciuto sulla posizione dell’Agenzia delle Entrate, che, nel frattempo, ha fatto ricorso, chiedendo sulla vicenda una sentenza a sezioni riunite della Cassazione. Ad un silenzio “complice, si è aggiunta adesso una presa di posizione che è quanto mai chiara. “L’ultima riprova della posizione contraria al rimborso da parte del Governo – ci racconta Pippo Zappulla – è arrivata due giorni fa, con la bocciatura in aula di un mio emendamento, presentato in occasione del voto in aula del decreto sui terremoti del 2016 e del 2017”.
Una situazione paradossale che da anni vede bloccato un iter e richieste legittime: sono 160.000 in totale le richieste presentate fra tutte e tre le province, il 60% delle quali sono del territorio siracusano; una simulazione dell’Agenzia delle Entrate ha stimato che la media dei rimborsi si aggira sui 5.000 euro a pratica. “Da dicembre 2014 sono a disposizione i primi 90 milioni di euro con uno specifico capitolo di bilancio – riferisce Zappulla – ma non si rimborsano le Imprese, perché la competente commissione europea mantiene riserve se si tratta di aiuto improprio dello Stato e non di puro rimborso come in effetti è, mentre ai lavoratori dipendenti non vengono rimborsati i tributi versati, perché non sono appunto sostituti d’imposta. Insomma c’è una legge, ci sono le risorse ma non si applica in modo ormai davvero vergognoso”. Lunedì 3 Aprile a Siracusa si terrà un incontro specifico con tutti gli aventi diritto interessati.
E’ chiaro ormai che quello che all’inizio era un contenzioso puramente tecnico, è diventato adesso un evidente problema di ordine politico, così come è chiara la profonda delusione di tanti cittadini “traditi” dalla condotte di uno Stato – lamentano -“bravo solo a prendere e non a restituire quanto dovuto”.