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Siracusa, ancora promiscuità tra pazienti Covid e non al Pronto soccorso dell’Umberto I: separazione dei percorsi non risolutiva

Siracusa, ancora promiscuità tra pazienti Covid e non al Pronto soccorso dell'Umberto I: separazione dei percorsi non risolutiva

Nonostante gli sforzi fatti per la netta separazione dei percorsi al Pronto Soccorso (Ospedale Umberto I), permane, ed è forse non eliminabile la promiscuità dei pazienti afferenti al Pronto soccorso e ricoverati nell’area grigi del percorso Covid, perchè le distanze di sicurezza non possono essere rispettate quando il numero dei pazienti supera la capienza dei posti letto (n.18)

Così recita un documento inviato alla direzione sanitaria, amministrativa e generale dell’Asp di Siracusa da parte dei medici: Paolo Bordonaro, Giuseppe Capodieci, Antonino Bucolo e Rosario Di Lorenzo. Questo team è stato “assunto” in sostituzione del direttore medico del Presidio Ospedaliero, Giuseppe D’aquila. Lui, responsabile di una circolare che limitava l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza per il personale sanitario, e finito nel mirino della cronaca, pare sia stato messo in ferie forzate lunghe, molto lunghe, che lo porteranno dritto dritto alla pensione.
Al posto suo il team di medici che, dopo due settimane, nonostante l’arrivo del Covid team, il quale ha geograficamente separato l’Ospedale per tentare di non avere contatti tra pazienti Covid, grigi e negativi, hanno messo nero su bianco criticità che sembravano superate.
A dirlo è stato proprio il professor Cristoforo Pomara (Risk manager nel Comitato tecnico scientifico della Regione) del Covid Team durante una conferenza online con i giornalisti che si è svolta lo scorso 25 aprile. Ma, mentre lui spiegava alla stampa i percorsi separati e controllati dalle telecamere h24, in direzione arrivava questo documento a firma dei quattro che spiega le difficoltà applicative del Piano aziendale emergenza Covid 19.

Accade con preoccupante frequenta – continua ancora il documento – che pazienti che necessitano di ricovero nei reparti di Chirurgia e dell’area medica stazionano oltre il limite tollerabile nell’area grigi per motivazioni tra cui attesa esito tamponi

Condizioni che “rendono arduo, se non impossibile, garantire la sicurezza dei pazienti”. Sono parole forti che fanno pensare alla famosa frattura tra cittadini e struttura ospedaliera, già consumata, che ancora oggi è difficile da sanare.
Se da un lato ci sono i cittadini impauriti, e dall’altro i medici che stanno facendo di tutto per fare il loro lavoro nel migliore dei modi, in mezzo ci sono una serie di difficoltà oggettive come la struttura obsoleta, la carenza di reagenti a livello nazionale, la difficoltà di operare in ambienti piccoli e altro ancora.
Per tentare di ovviare al problema, Bordonaro, Capodieci, Bucolo e Di Lorenzo chiedono di: “Formare l’intero presidio ospedaliero per la sola gestione dei pazienti Covid 19 positivi e per i grigi sospetti; creazione di tre aree dipartimentali chirurgiche separate sia strutturalmente che come personale; ricavare nei locali del terzo piano una zona di degenza di area Medica”.

lettera integrale

di Oriana Gionfriddo