“Se non si va in massa a manifestare davanti alle raffinerie è tutto inutile”. Poche parole scritte su Facebook dal consigliere Alfredo Foti, arrabbiato e stanco di dover sopportare l’aria irrespirabile che viene dalla zona industriale.
Una città che soffoca, e i cittadini che sui social protestano.
Insulti verso gli imprenditori, numeri sciorinati di incrementi dei tumori a Siracusa negli ultimi anni.
Dalla tastiera alla strada stavolta il passo potrebbe essere breve?
Ieri mattina, ma soprattutto ieri notte in tantissimi si sono lamentati per l’insopportabile puzza. Che sia la volta buona per non stare più zitti?
Intanto il primo cittadino Giancarlo Garozzo ha annunciato che questa mattina si recherà in Comune per presentare un esposto.
Alla regione invece, il deputato Vincenzo Vinciullo ha presentato un’interrogazione parlamentare per individuare le cause e le origini delle emissioni notturne di gas: la situazione è insostenibile, commenta Vinciullo.
La deputata nazionale del Pd, Sofia Amoddio invita tutti a unirsi e fare scudo comune.
“All’inquinamento atmosferico – dichiara – va sommato quello del suolo, con la presenza di metalli pesanti con concentrazioni molto al di sopra dei valori limite e quello della falda acquifera. Da quasi vent’anni attendiamo interventi di bonifica e di riqualificazione ambientale e siamo ormai consapevoli dei rischi sanitari e soprattutto dell’incidenza dell’inquinamento sulla salute della popolazione. Questa battaglia si vince solamente facendo squadra, restando uniti e senza cadere nelle provocazioni di chi per anni non ha fatto nulla e adesso si straccia le vesti. ”
Sulla questione interviene anche il deputato nazionale Pippo Zappulla:
“Il prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, convochi immediatamente i direttori degli stabilimenti nella zona industriale, per individuare cause e responsabili del grave inquinamento atmosferico che sta fortemente allarmando gli abitanti di Siracusa: non si possono più tollerare ulteriori rischi alla salute per le popolazioni del Petrolchimico”. – continua – “Questa storia non può e non deve finire qui. Da troppo tempo le popolazioni di Augusta, Melilli e Priolo segnalano miasmi che ammorbano l’aria nelle ore notturne e durante i fine settimana. Il fatto che pure il capoluogo ora venga investito dalle puzze di presumibile origine industriale, indica chiaramente che non si tratta più di inquinamento frutto di sporadici disservizi nei processi di lavorazione, bensì di una deliberata politica di smaltimento insostenibile. La prefettura si attivi immediatamente e senza soggezione di sorta”.
