Il quadro emerso, come ha riferito al termine il presidente della Commissione, Claudio Fava, disegna una provincia in cui il fenomeno mafioso è pervasivo e il processo corruttivo è arrivato fino a Palazzo di Giustizia, attraversato da tutta una serie di inchieste e fibrillazioni.
“Sul fronte della presenza mafiosa – ha detto Fava – è significativa con i collegamenti con la famiglie catanesi. Esemplare – ha contunuato – il caso di Pachino dove si registra un accesso a seguito della scoperta di un consigliere comunale legato al clan Giuliano, che, come ha raccontato l’ultima operzione della Polizia, restituisce l’immagine di un gruppo che nutre un grande interesse sul mercato ortofrutticolo e che non si limita a chiedere denaro agli operatori, ma che – evidenzia Fava – vuole gestire gli affari e dettare legge”.
Il presidente della Commissione fa cenno anche al gruppo dei Crapula ad Avola ritenuto altra spina nel fianco nel territorio aretuseo e, inevitabilmente approda all’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Siracusa” “con la quale – afferma – è venuto a galla un sistema d’affari e speculazioni da Milano a Siracusa che ha goduto di un’architrave negli uffici giudiziari della città”.
“Ci vuole la massima vigilanza – ha concluso Fava – continueremo a restare in contatto con istituzioni, forze dell’ordine e Prefettura per capire come tutto questo può diventare prevenzione attraverso regole e anticorpi”.
Al termine il prefetto Giuseppe Castaldo ha avuto parole di ringraziamento per la Commissione: “La sua presenza – ha detto – è un ulteriore stimolo per l’azione di contrasto alla criminalità e a qualsiasi tipo di infiltrazione”.
