La denuncia

Siracusa, bambini esclusi dalla mensa per morosità pregresse

Siracusa, bambini esclusi dal servizio di refezione scolastica per morosità pregresse

Le famiglie di circa 100 bambini che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia a Siracusa avvisate dal Comune che i loro figli, a causa di morosità relative allo scorso anno scolastico, sono esclusi dall’accesso al servizio di refezione.
La vicenda è stata denunciata oggi in conferenza stampa dalla consigliera comunale di Articolo 1 Mdp, Simona Princiotta. “Si tratta di famiglie con Isee zero o comunque a basso reddito e le cui morosità ammontano in alcuni casi solo a qualche mese – ha esordito la Princiotta – ma la cosa più grave è che con questa decisione l’amministrazione comunale ha privato queste famiglie della possibilità di poter accedere anche ad altri diritti come quello delle borse di studio o del trasporto scolastico”.
Sotto accusa una lettera inviata qualche mese fà dall’assessorato alle Politiche scolastiche con la quale si invitavano le famiglie a rientrare dei debiti. A questa comunicazione non sarebbe seguito nessun atto formale, ma un semplice sms, inviato alcuni giorni fà, con il quale si comunicava di fatto l’interruzione del servizio fino al pagamento del debito pregresso.
“I genitori – accusa Princiotta – si sono ritrovati a far fronte al problema prendendo i bambini da scuola a mezzogiorno o dando loro un panino per pranzo, creando di conseguenza delle situazioni di discriminazione tra i bambini che usufruivano regolarmente della mensa e coloro che invece non potevano.Riteniamo questo provvedimento totalmente illegittimo – continua la consigliera – in quanto se ci sono crediti pregressi a carico di queste famiglie vanno recuperati con i metodi consentiti dalla legge e non privando i bambini dei loro diritti”. Una posizione questa, suffragata dalle parole dell’avvocato Roberto Trigilio: “Con questo provvedimento – afferma – si è sbagliato su più piani a partire dal principio di ingiustizia manifesta e dal superamento dei margini discrezionali solo per citarne alcuni”.
Da qui la richiesta di revoca immediata del provvedimento da parte dell’amministrazione comunale; in caso contrario viene preannunciata la presentazione di un esposto in Procura.