Dieci anni di crisi dura con numeri impietosi, quasi tutti con il segno meno, per l’economia del territorio della provincia di Siracusa sono venuti fuori dal bilancio di fine anno tracciato oggi dal presidente di Confindustria, Diego Bivona: disoccupazione al 21,4% (giovanile al 43%), l’incremento della “migrazione selettiva” dei giovani laureati, la perdita di quasi 5 mila posti di lavoro rispetto al periodo pre-crisi (2008). Due note positive: l’incremento rispetto all’anno precedente del +47% grazie soprattutto alla ripresa dell’export degli idrocarburi e con un trend positivo anche nel I° trimestre 2018 e il comparto turistico che conferma i dati positivi registrati nel 2016 in termini di arrivi (+11,9%) e di presenze (+11,5%).
Due i soggetti individuati come responsabili del tracollo del territorio: il Governo centrale che “dovrebbe – afferma Bivona – metter in campo misure speciali e privilegiati per il Sud”, e la Regione che “deve – continua il presidente di Confindustria – imprimere un cambio di passo sulla crescita, in particolare sulle infrastrutture, sulle Zes, sul problema rigiuti e sulla velocizzazione della spesa per gli aiuti alle imprese previsti dai fondi comunitari che al 30 settembre 2018 è di appena il 6%”.
“Per far uscire questo territorio, così come tutta la Sicilia dal baratro – ha detto ancora Bivona – è necessario un grande senso di responsabilità di tutte le forze politiche regionali e un lavoro di concertazione tra tutte le parti in causa, chiamati ad un dialogo costruttivo, che zittisca il partito del ‘no’ a tutti i costi e che avvii un confronto vero sullo sviluppo sostenibile, sul superamento del gap infrastrutturale, sul potenziamento del porto di Augusta e sulla valorizzazione del porto di Siracusa e che consideri imprescindibile la difesa della zona industriale.”
Da questa idea nasce il Patto di Responsabilità sociale, che, nelle intenzioni di Confindustria Siracusa, ha l’obiettivo di creare un nuovo clima di fiducia e di coesione sociale, che sono poi le precondizioni per lo sviluppo del territorio. Ecco allora il lavoro svolto sulle patologie dell’ara Sin, sulle bonifiche e sul turismo.
Alla base di tutto, per Bivona è fondamentale che gli amministratori locali abbiamo una visione prospettica sull’economia dei loro territori e che agiscano di conseguenza. “Siamo moderatamente ottimisti per l’anno che verrà – conclude Bivona perchè siamo fiduciosi che il metodo della coesion debba avere successo con il concorso della comunità intera
