Cellulari che squillano in continuo, messaggi, sguardi glaciali, mini riunioni e tensione alle stelle. Questa l’atmosfera che questa sera si respirava all’Urban center dove si è riunito il Consiglio comunale che da adesso in poi non esiste più.
E’ proprio così, il Consiglio comunale verrà sciolto perchè ha votato No al bilancio consuntivo 2018.
In aula ci sono 17 consiglieri presenti, il numero legale c’è: in 5 votano sì, 11 votano no, la presidente si astiene. Il bilancio consuntivo 2018 non è approvato, il consiglio decade così come previsto dalla legge: “Il consiglio inadempiente viene sciolto e rimane sospeso nelle more della definizione della procedura di applicazione della sanzione dello scioglimento” – si legge all’articolo 109 bis dell’Ordinamento amministrativo degli enti locali.”
Adesso il commissario nominato ad acta provvederà, in via sostitutiva, a dare il via libera al documento (così come previsto dalla legge). E’ bene sottolineare che rimane in carica il sindaco Francesco Italia e la sua Giunta.
Non solo. Tante le polemiche in Aula, una su tutte quella sul fondo di riserva del sindaco utilizzato, a detta del consigliere comunale Salvo Castgnino, in maniera errata e finalizzata a fare favoritismi (la cifra contestata è di 20mila euro). Proprio Castagnino ha chiesto al segretario generale del Comune, Danila Costa, di mandare in Procura le carte per analizzare i contributi alle associazioni ed il metodo di attribuzione delle somme.
Tra gli interventi anche quello di Cetty Vinci che ha messo in evidenza la mancanza di allegati dei bilanci delle partecipate.
“Non mi sento di votare un bilancio che ha pecche di legittimità” – ha dichiarato il consigliere Ezechia Paolo Reale.
Dall’altra parte, il consigliere comunale Carlo Gradenigo ha ricordato che l’approvazione del consuntivo è un mezzo per ottenere fondi necessari alla città.
Al momento della votazione hanno detto No: Federica Barbagallo, Mauro Basile, Sergio Bonafede, Giovanni Boscarino, Francesco Burgio, Alessandro Di Mauro, Chiara Ficara, Ezechia Paolo Reale, Silvia Russoniello, Roberto Trigilio e Concetta Vinci.
Hanno votato sì: Andrea Buccheri, Simona Cascio, Carlo Gradenigo, Carmela La Mesa, Simone Ricupero.
Hanno abbandonato l’Aula il gruppo dei Verdi, Amo Siracusa, e i consiglieri: Salvo Castagnino, Chiara Catera, Francesco Zappalà, Giuseppe Impallomeni.
A relazionare sul consuntivo era stato il ragioniere generale, Giorgio Giannì. La gestione, hanno detto, ha risentito del ritardo con il quale lo scorso anno è avvenuta l’approvazione del bilancio di previsione, cioè il 23 dicembre, circostanza che ha costretto l’Amministrazione a operare in dodicesimi, e dei ritardi dell’applicazione delle misure correttive, anche se in misura minore rispetto al passato.
Le entrate complessive, tra tributi e trasferimenti, ammonta a 131 milioni. Con tale somma, si è fatto fronte a 96 milioni di spesa corrente e al recupero di un disavanzo di amministrazione di 686 mila euro; inoltre sono stati spesi 5,2 milioni per mutui. Alla fine, incassi e pagamenti risultano perfettamente bilanciati con la nota positiva di avere leggermente ridotto il ricorso alle anticipazioni di tesoreria rispetto al 2017.
Per quanto concerne il capitolo dei residui, quelli passivi ammontano a 58 milioni e quelli attivi a 134, 59 milioni dei quali, però, sono di dubbia esigibilità e iscritti in un apposito capitolo. Altri somme prudenziali accantonate sono: 4,5 milioni per anticipazione di liquidità; 4,4 per debiti fuori bilancio, 100 mila euro per le società partecipate e 2,73 milioni per altri fondi. Inoltre, ammontano a 12,1 milioni le somme in entrata il cui utilizzo è vincolato a precise destinazioni, ma di queste, a causa della situazione contabile dell’Ente, se ne possono utilizzare 2,5 milioni.
Infine, il disavanzo complessivo ammonta a 17,5 milioni ed è in linea con il piano di ammortamento trentennale dichiarato e applicato a partire dal 2015.
