Pagana e Santangelo in sala stampa nel dopo partita di Siracusa-Potenza, amareggiati. E non solo per la sconfitta: ombre nere si addensano sulla permanenza del gruppo del Presidente Giovanni Alì a Siracusa.
“Chiedo scusa alla città e mi assumo le mie responsabilità – dice l’allenatore – la società sa che io non voglio essere un peso. Infatti ho rimesso il mio mandato alla società; ma non sono l’unico che ha fatto la scelta di venire a Siracusa e di fare questa squadra”. Poi sibillino aggiunge: “Questo gruppo è venuto a Siracusa ma, purtroppo, questa situazione non è stata spiegata bene sin dall’inizio. Questa scelta è stata pilotata per il bene della città, della squadra e per il bene dei ragazzi”.
Ancora più nette le parole dell’Ad Santangelo: “C’è da chiedere scusa alla città per i risultati – afferma – ma mi fa male sentir dire dalla tribuna che catanesi e troinesi a Siracusa non ne vogliono. Giovedì il presidente Alì e la sua famiglia giovedì sono stati offesi sul piano personale e oggi non è venuto allo stadio perché non ne aveva voglia e per uno come Alì, che segue il calcio per passione, è indicativo”. Sulla questione Laneri Santangelo precisa: “Non è stato messo da parte, anzi lui è stato il promotore di questa operazione”.
Poco dopo arriva la dichiarazione forte: “Comunque se Siracusa non ci vuole – ripete più volte – noi siamo pronti a valutare il da farsi”.
Dichiarazioni che hanno scatenato i tifosi sui social: c’è chi ricorda che Emanuele Catania viene proprio dal capoluogo etneo, così come Davide Baiocco, e Andrea Sottil hanno un passato calcistico legato a Catania. Tutti rispettati e adorati dai tifosi che invece replicano: “Le nostre critiche sono esclusivamente riconducibili all’andamento deludente della squadra”.
