la morte 19 anni fa

Siracusa, caso Scieri: lettera aperta alla Procura di Pisa dall’Associazione “Giustizia per Lele”

Siracusa, caso Scieri: lettera aperta alla Procura di Pisa dall'Associazione "Giustizia per Lele"

Una lettera aperta indirizzata alla Procura di Pisa per tornare a sollecitare il massimo impegno per fare luce sulla morte di Emanuele Scieri, il parà siracusano trovato morto all’interno della caserma Gamerra il 13 agosto del 1999.
In calce alla missiva c’è la firma di Garozzo, presidente dell’associazione “Giustizia per Lele”, che pretende la verità sulla morte del giovane militare.
Nella lettera Garozzo fa riferimento alla relazione finale della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri, guidata da Sofia Amoddio; relazione depositata da diversi mesi e che ha fatto emergere tante incongruenze e anomalie.

“A fronte del deposito della relazione conclusiva della Commissione parlamentare – scrive Garozzo – la Procura di Pisa ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio volontario. Grazie all’impegno della società civile, dopo 19 anni le indagini sono state riaperte. Con questa vogliamo semplicemente fa sentire la voce di una comunità che lotta per avere giustizia sulla assurda morte di un figlio, amico, fratello. Emanuele Scieri – si legge ancora nella lettera – è stato ucciso quella notte, ucciso da mani giovani e stupide, ucciso da pensieri e pratiche becere, ucciso dall’indifferenza e da un sistema omertoso. Nessuno all’interno di quella caserma ha avuto a cuore il nostro Emanuele, un giovane ragazzo affidato allo Stato e da questo non protetto. Se all’interno di quella caserma ci fossero state persone vere, leali, sincere – affonda il colpo Garozzo – oggi Emanuele sarebbe ancora tra noi. Noi attendiamo una risposta, siamo qua e ci resteremo per sempre. La famiglia di Emanuele Scieri e gli amici attendono da troppo tempo la verità”.