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Siracusa, a Cavadonna misure alternative a colloqui e permessi

Siracusa, a Cavadonna disposte misure alternative a colloqui e permessi

Una chiamata telefonica al giorno della durata di 5 minuti, oltre alla possibilità delle videochiamata tramite skype, secondo i mezzi a disposizione della struttura come compensazione alle misure stringenti imposte dal decreto sull’emergenza coronavirus. Questo quanto disposto dalla direzione della casa circondariale di Cavadonna dopo i malumori nati dopo l’emanazione del decreto. Il provvedimento vieta, infatti, colloqui con i familiari e la fruizione dei permessi.
Nel carcere di Siracusa, che come molti altri istituti penitenziari in Italia, vive una situazione di sovraffollamento, si è recato il garante dei diritti delle persone private della libertà del comune di Siracusa, Giovanni Villari, che ha incontrato la popolazione detenuta, allarmata per le misure restrittive.
I detenuti hanno lamentato di non percepire l’applicazione di misure igieniche di prevenzione del contagio all’interno del carcere e il fatto che gli agenti della polizia penitenziaria, così come il personale medico e gli educatori, potrebbero essere latori del contagio, né più e né meno dei loro familiari. Tutti richiedono, a gran voce, l’applicazione dell’indulto.

“L’emergenza corona virus – dichiara il garante – si innesta in una situazione molto problematica, quale quella delle carceri italiane, gravate dal sovraffollamento, dalle difficoltà delle strutture, dai tagli al personale e dai tempi dei processi. La situazione attuale necessita di una maggiore attenzione da parte della magistratura di sorveglianza che, unitamente alla direzione, può disporre misure alternative necessarie”.