Il 2019 è stato un anno difficile con crisi e vertenze aperte a Siracusa e provincia che quasi non si contano più.
Questo in sintesi il bilancio ci Cgil, Cisl e Uil nella conferenza stampa di fine anno fotografa un territorio sempre più ripiegato su se stasso, “depredato di pezzi di istituzione – scrivono in un documento unitario i segretari generali, Roberto Alosi, Vera Carasi e il sub commissario Severina Corallo – e quindi mortificato”.
Indice puntato contro la politica, definita “assente o troppo distratta con i governi, sia nazionale che regionale, che non sono stati capaci di incidere sulle questioni siracusane”.
Impossibile non fare riferimento all’ordinanza dell’ex prefetto Luigi Pizzi, sul divieto di blocchi alle portinerie della zona industriale, un’ordinanza che congelò i rapporti con il sindacato.
E se la mancanza e la perdita del lavoro, c’è da registrare un arretramento preoccupante dei servizi pubblici: “Diversi i Comuni della provincia aretusea in condizione di pre dissesto – fanno notare i segretari generali – con il pubblico che arretra, lasciando il territorio scoperto. Questa è la nuova preoccupante ferita”.
Nonostante la situazione difficile determinata dalla crisi cronica della zona industriale e nel sistema infrastrutturale, fondamentale per lo sviluppo, resta accesa la volontà di lavorare per risollevare il territorio: “L’unica strada da percorrere – sottolineano ancora una volta Alosi, Carasi e Corallo – è quella di proseguire sulla strada intrapresa dalla manifestazione unitaria del 13 aprile scorso quando tutti siamo scesi in piazza per reclamare “dignità”. Dobbiamo riproporre quell’alleanza sociale tra le forze sane della società per un 2020 che sarà un anno di lotta ma anche di proposta, ripartendo dai punti forti, dalle potenzialità che questo territorio possiede e che, così continuando, sta rischiando di perdere”.
