infrastrutture

Siracusa, Cgil, Cisl e Uil in viaggio per il rilancio del trasporto ferroviario

Siracusa, Cgil, Cisl e Uil in viaggio per il rilancio del trasporto ferroviario

In provincia di Siracusa il trasporto ferroviario è indietro anni luce e mentre altrove, al nord, si discute di alta velocità, in questa provincia per spostarsi fino a Ragusa si impiegano non meno di 3 ore con un servizio che è tutt’altro che ottimale a cominciare.
Ecco perché oggi il sindacato unitario ha indetto una manifestazione, che è una palese denuncia dell’abbandono delle ferrovie in questo angolo di Sicilia, il Sud Est che potrebbe invece, trarne giovamento soprattutto sotto il profilo turistico per la riscoperta di luoghi naturali incantevoli.
Guidati dai segretari generali, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, sono saliti sul treno in partenza alle 10,30 dalla stazione di Siracusa per raggiungere Ragusa, quasi 3 ore dopo. Al loro fianco i sindaci dei Comuni in cui il treno effettuerà la sosta: i primi cittadini, a partire da quello del capoluogo aretuseo, in segno di condivisione della protesta, si faranno trovare nelle rispettive stazioni.

“Riprendiamo il cammino interrotto anni fà – dichiara Paolo Sanzaro – perché le ferrovie sono essenziali per lo sviluppo di questo territorio. Negli ultimi anni, invece di andare avanti – continua – si sono fatti tanti passi indietro: sono state eliminate delle corse e il servizio non è migliorato. Pensate solo che, oggi, per tornare a Siracusa dovremo aspettare fino alle 14 e arrivarermo in stazione almeno alle 16,30”.

“Le mancate risposte sul tema delle infrastrutture sono tante – aggiunge Roberto Alosi – e mentre altrove si corre, qui le lancette dell’orologiosono rimaste ferme e si palesa una evidente contraddizione tra i progetti di turismo e mobilità sostenibile e la realtà con cui ci scontriamo quitidianamente. E’ necessario alzare il livello della protesta – conclude – per avere infrastrutture all’altezza dell’idea di sviluppo di questo territorio, visto che fino ad oggi il dialogo intercorso con i governi, nazionale e regionale, non ha dato i frutti sperati”.