Le imprese del territorio già colpite dalla crisi economica determinata dal covid, sono a forte rischio usura.
Questo quanto emerge dall’indagine condotta da Confcommercio con Format Research.
“Secondo la nostra indagine, infatti, – scrive Piscitello, presidente provinciale di Confcommerio – la carenza di liquidità e crollo dei consumi rappresentano i principali ostacoli all’attività di impresa e stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di più del 60% delle imprese del commercio e della ristorazione. Un altro 30% degli imprenditori indica come principale ostacolo quello della burocrazia, ma c’è anche un preoccupante 11% delle imprese che segnala la criminalità come un ulteriore pericolosissimo ostacolo allo svolgimento della propria attività.
Il 10% degli imprenditori, infatti, – prosegue – attualmente risulta esposto all’usura o a tentativi di appropriazione anomala dell’azienda e il 20% degli imprenditori si dice molto preoccupato per il verificarsi di questi fenomeni nella propria zona.
Purtroppo – aggiunge Piscitello – gli attuali interventi del Governo non sembrano tempestivi e sufficienti a rispondere alla grave fase di emergenza e a sostenere le imprese impegnate in una dura lotta per la loro sopravvivenza.
E’ necessario- conclude il presidente di Confcommercio – un maggiore impegno da parte delle Istituzioni pubbliche affinché vengano rimossi tutti gli ostacoli di ordine pratico e burocratico, snellite tutte procedure e facilitato l’accesso agli aiuti attualmente previsti, ed infine posti in essere ulteriori indispensabili interventi per stimolare maggiormente la ripresa economica”.
