E’ fermo dal 2011 il piano comunale di protezione civile, fino a stamattina che è stato al centro di una seduta di consiglio comunale aperto.
Hanno partecipato alla seduta in Aula i deputati nazionale e regionale del Movimento 5 Stelle, Paolo Ficara e Stefano Zito; i rappresentanti dell’Asp, del Libero consorzio di comuni, della Diocesi, dei Carabinieri, delle scuole Giaracà, Archia e liceo Corbino e delle associazioni di volontariato Ross, Csv, Cesul e Templari federiciani.
La discussione si è sviluppata sulla richiesta di convocazione urgente presentata da Sergio Bonafede e sottoscritta da altri 13 consiglieri. Il consigliere Bonafede ha chiesto un nuovo piano di protezione civile, l’organizzazione di esercitazioni capaci di coinvolgere fette sempre più grandi di popolazione e, infine, una terza via di fuga da Ortigia, rimastane priva dopo l’abbattimento del Ponte dei Calafatari.
Dal 2011 ad oggi ci sono stati degli aggiornamenti parziali ma l’Amministrazione sta lavorando ad una revisione generale (con la definizione di nuovi scenari), alla riorganizzazione di tutta la macchina, coinvolgendo le associazioni di volontariato, e del centro operativo. Inoltre nel prossimo bilancio saranno previste somme per la pulitura delle aree destinate all’ammassamento e alla raccolta delle persone, mentre è in fase di costruzione il campo di attendamento e container. Infine, l’assessore Genovesi ha chiesto l’aiuto delle Stato e della Regione per uno studio di microzonizzazione sismica il più dettagliato possibile e per la riqualificazione del patrimonio edilizio, oggi ampiamente incapace di resistere ad un terremoto.
