accuse alla politica

Siracusa, continua la lotta contro l’accorpamento della CamCom

Siracusa, continua la lotta contro l'accorpamento della CamCom

Sono due le strade da percorrere contro la decisione presa nell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regione di accorpare le Camere di Commercio di Siracusa, Ragusa e Catania. D’accordo le Associazioni datoriali, Sindacati dei lavoratori,Ordini Professionali: Confindustria, CNA , SiciliaImprese, Confartigianato, Claai ,Confesercenti,Confagricoltura ,Cia, ColtivatoriDiretti, Copagri, Federcoltivatoriaretusei, Confcooperative, Agci, Legacoop, CGIL, CISL, UIL, Ugl, Unioneconsumatori; Ordine dei Consulenti del Lavoro, Ordine dei Dottori Commercialisti.
Non si tratta di una posizione contro Catania, specificano i rappresentanti questa mattina in conferenza stampa, ma l’intenzione è tutelare il territorio siracusano perchè l’accorpamento, così come era stato pensato all’inizio, sarebbe stato un beneficio ma in realtà si è trasformato in una sorta di impoverimento.
La prima strada, quindi, da percorrere è fare ricorso al Tar. Peraltro ci sono i tempi per rivedere il decreto, proprio alla luce della nuova legge sulla Pubblica Amministrazione che prende il nome dalla ministra Madia, nella quale il criterio base è tutelare le peculiarità dei territori.
Stando a quello che è emerso questa mattina, in realtà in Italia casi di irregolarità, dove nascono quasi abusivamente Camere di Commercio, sono tanti.
Un caso tra tutti, quello della Sardegna, dove vengono assegnate due Camere di Commercio dalla Conferenza Stato-Regioni: una a Sassari e una a Nuoro.
La prima città, che peraltro non ha i requisiti per godere della Camera di Commercio, si è dotata di quest’ultima per la sua posizione transfrontaliera riguardo alla Francia. Un fatto curioso, ai limiti della legge. In realtà, sempre a detta dei rappresentanti delle associazioni citate sopra, in Sardegna è stato fatto fronte comune da parte della politica. Ed ecco l’accusa che viene mossa al mondo politico regionale siciliano, ma anche siracusano, che si è piegato a interessi altri.
La seconda strada, da percorrere in parallelo con la prima, è inviare un documento al presidente della Regione e al Mise, nel quale si chiede di fare accertamenti su irregolarità già accertate dalla Procura. Infatti, la Procura ha già accertato 81 false iscrizioni.
La sensazione, emersa nella conferenza di questa mattina, è che Siracusa sta piano piano perdendo tutti i centri di potere, uno alla volta.