In un giorno solo sono tre i medici positivi al Coronavirus all’interno dell’Ospedale Umberto I di Siracusa. Si tratta del primario del pronto soccorso, come già anticipato questa mattina, e di due dottori del reparto di medicina d’urgenza.
Non solo, ma 5 infermieri hanno appena fatto il tampone per via dei sintomi che riportavano.
Nei giorni scorsi era stata accertata la positività di altri due medici positivi e un infermiere.
“Tutti i locali degli ospedali dell’Asp di Siracusa vengono sottoposti a sanificazione nel caso in cui personale sanitario risulti positivo al tampone. – si legge in una nota dell’Asp di Siracusa – Anche il personale asintomatico viene sottoposto a tampone. In atto la situazione è sotto controllo e a tal proposito si ribadisce ancora una volta ai cittadini la necessità di ricorrere al pre triage in caso di sindrome influenzale, evitando col proprio senso civico il rischio di potere infettare personale sanitario e altri pazienti. Il pronto soccorso rimarrà aperto grazie all’impiego di altro personale che verrà trasferito da altri reparti dello stesso presidio per sostituire i colleghi ricoverati o posti in quarantena in qualsiasi reparto dalle cardiologie ai pronto soccorso”.
Ma il segretario generale della Cgil siracusana, Roberto Alosi, non ci sta e punta il dito contro la sanità.
“L’Asp – dice Alosi – avrebbe dovuto provvedere alla continua sanificazione dei locali, tanto più che non c’è separazione fra i pazienti per sospetto contagio e quelli per altra causa, sanificazione che invece non viene fatta o perlomeno non nel modo corretto, e quando l’Azienda afferma di eseguire tutto il protocollo previsto per il Covid 19, mente sapendo di mentire. Così come mente quando afferma che i tamponi sono stati effettuati su tutto il personale dell’ospedale: fino ad oggi non sono stati eseguiti nemmeno su tutto il personale del pronto soccorso (che non è dotato nemmeno delle adeguate protezioni), per quanto questo sia in prima linea e quindi esposto a un elevato rischio di contagio, come noi avevamo denunciato. Se fosse stato possibile, avremmo presidiato il pronto soccorso, ma in questo momento storico le rivendicazioni sindacali a tutela dei diritti non possono essere che verbali. E dunque rinnoviamo la richiesta di intervento immediato della magistratura, prima che questa situazione già allarmante non diventi tragica non solo per tutto il personale sanitario ma per tutta la cittadinanza”.
“Immediata sospensione della disposizione di servizio inviata giovedì scorso, 26 marzo, dal direttore medico dei presidi ospedalieri Umberto I e Rizza e che autorizza il ricovero delle persone in attesa dell’esito del tampone in OBI o in MCAU: ovvero al pronto soccorso” – chiedono il segretario generale della UST Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, e il segretario generale della Cisl Medici, Vincenzo Romano, rivolgono ai vertici dell’ASP provinciale – Si utilizzino gli spazi di isolamento preparati anche per i casi non critici. Si attivi, da subito, l’ultimo piano dell’ala vecchia dell’Umberto I – quello che ospitava le suore, per intenderci – e altri reparti attualmente non operativi, per isolare il personale costretto alla quarantena ed evitare così che gli stessi possano essere ulteriore catena di contagio in famiglia.”
“Ci chiediamo – concludono Vera Carasi e Vincenzo Romano riferendosi all’ordine di servizio che, da qualche giorno, sta portando al pronto soccorso e ai centri Covid della provincia medici da altri reparti – se già adesso si assume una strategia estrema, ovvero si attinge alle riserve mediche provenienti da discipline chirurgiche (otorini, oculisti, urologi) con competenze sicuramente non adeguate al compito, cosa avverrà se la situazione dovesse evolvere in peggio. Siamo ancora in tempo per programmare ed arruolare personale qualificato. Ci si muova subito.”
