E’ una bocciatura su tutta la linea quella che la sezione di controllo siciliana della Corte dei Conti riserva al Comune di Siracusa riguardo i rendiconti 2015, 2016 e al bilancio di previsione 2016-2018.
Numerose le criticità rilevate in un documento di 18 pagine in cui il giudizio espresso sulll’Ente è fortemente negativo sia perché non sarebbe stato in grado, salvo alcune eccezioni, di fornire “esaustivi chiarimenti” ai rilievi della Corte emersi già in fase di istruttoria sia perché non avrebbe dato seguito alle osservazione mosse a suo tempo dalla medesima sezione.
Particolarmente preoccupante viene definito dal Collegio dei giudici l’andamento della riscossione dei residui Tarsu-Tari, multe, fitti, proventi dell’acquedotto e permessi a costruire.
Analoga preoccupazione viene espressa per le continue anticipazioni di tesoreria “lievitata – si legge nel documento – con notevole aggravio di interessi passivi”.
Rischioso viene definito l’utilizzo di entrate straordinarie per affrontare spese correnti come l’integrazione del servizio mensa e il trasporto scolastico che “dovrebbero trovare copertura attraverso la riduzione della spesa o entrate stabili”.
Critica la Corte anche su quello che definisce il “cronico ritardo con cui l’Ente approva i documenti contabili, indicatore – e qui affonda il colpo – di una scarsa propensione alla programmazione e di una insufficiente capacità organizzativa”.
Per tutto ciò, ma anche per altro, la Corte dà 60 giorni di tempo perché, su proposta della giunta, il Consiglio comunale adotti i provvedimenti “atti a rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri dei bilanci. Il monito finale è chiaro: ” Non saranno considerate idonee le dichiarazioni d’intenti non supportate da atti che abbiano effetto nell’ordinamento giuridico”.
