E’ un grido di allarme serio e preoccupato quello che Cgil, Cisl e Uil lanciano oggi sulla situazione di grave crisi dell’area industriale siracusana.
Una crisi che viene da lontano, hanno specificato i segretari generali del sindacato unitario, Alosi, Sanzaro e Munafò, ma che rischia di diventare irreversibile.
“Le politiche industriali – hanno sottolineato i tre segretari – da tempo non sono più governate; il territorio è stato trattato come una colonia nella quale qualcuno pensa adesso di lasciare le macerie. Noi vogliamo l’industria, la difendiamo, ma deve cambiare passo rispetto ad una serie di parametri e visto che stiamo assistendo ad uno sfaldamento generalizzato, abbiamo deciso di avviare una serie di assemblee dei settori industriali più esposti”.
Da qui l’avvio di un percorso di rivendicazione del territorio riportato in una piattaforma che contiene 6 punti focali: la realizzazione di un piano massiccio di investimenti, sia in ammodernamento tecnologico che attraverso nuovi impianti di produzione per poter reggere la competizione internazionale; la realizzazione di un protocollo sugli appalti che metta fine alla guerra al ribasso ad ogni cambio appalto e che preveda la clausola sociale; l’attivazione di una cabina di regia all’interno di un tavolo istituzionale autorevole che coinvolga istituzioni, imprese, sindacati; la tutela della salute; il risanamento del territorio attraverso le bonifiche e la sicurezza.
Il messaggio del sindacato è chiaro: in assenza di risposte concrete partirà, di concerto con i lavoratori un percorso di mobilitazione che potrebbe comportare proteste dure fino ad arrivare ad uno sciopero generale.
Sull’argomento interviene il candidato sindaco Fabio Moschella: “Occorre che le istituzioni stiano accanto non solo ai sindacati ma anche alle imprese alla ricerca di un equilibrio sempre più avanzato di collaborazione, magari con la cabina di regia ipotizzata da Cgil-Cisl-Uil oppure nell’ambito del Patto di responsabilità lanciato dal presidente di Confindustria Diego Bivona. Occorre – conclude – che istituzioni, sindacati e imprese facciamo le opportune pressioni al governo per il recupero dei fondi per le bonifiche. Come occorre creare un clima di collaborazione e di opportunità che attraggano e mantengano gli investimenti”.
