Le criticità nella gestione sanitaria provinciale e regionale dell’emergenza covid al centro di un documento di analisi e proposte inviato alle massime Istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali. Un documento condiviso da Cgil Cisl Uil Siracusa, Ordine dei medici, Ordine degli infermieri, Partito democratico, Partito della rifondazione comunista, Art.1, Lealtà e condivisione, Siracusa Protagonista e che è sintesi dell’incontro organizzato dai sindacati il 4 dicembre scorso.
“Il livello di allerta nel quale ci troviamo – si legge nel documento – impone a tutti noi un alto senso del dovere e di responsabilità che si esercitano accelerando processi di trasparenza, confronto e condivisione fino ad oggi poco praticati nel nostro territorio. Occorre pubblicare quanto prima il cronoprogramma di aumento dei posti letto in provincia per scenario di gravità e attivare con la massima urgenza un tavolo permanente di monitoraggio e di informazione in cui si possa esercitare, accanto a quella doverosa delle istituzioni, la responsabilità dei cittadini e delle forze sociali di rappresentanza”. Seguono poi parole di condanna “per la mancata informazione da parte della Direzione generale dell’Asp sulle notizie di contagio e le confuse smentite della dirigenza sanitaria. Occorre conoscere giorno dopo giorno – viene poi specificato – il numero dei pazienti ricoverati, dei contagiati, dei tamponi diagnostici effettuati giornalmente, dei dimessi, dei pazienti in isolamento domiciliare, dei posti di rianimazione occupati e di quelli ancora disponibili, delle dimissioni precoci di pazienti meno gravi che vanno, poi, seguiti sul territorio, il numero di operatori sanitari impegnati sul territorio attraverso le Usca (e la qualifica degli operatori sanitari impiegati nei covid hospital), il Dipartimento di Prevenzione e il sistema della medicina territoriale. Occorre provvedere – prosegue il documento – alla più ampia tutela del personale sanitario impegnato riducendo il rischio contagi attraverso la corretta e puntuale sanificazione dei luoghi (comprese le ambulanze), una costante attività di screening e, soprattutto, attraverso la continua fornitura di dispositivi di protezione individuale. Allo stesso tempo, è necessario migliorare la qualità dei tracciamenti, aumentare la quantità di tamponi eseguiti e trovare le soluzioni necessarie per accorciare i tempi di risposta. Sotto questo profilo va potenziata l’attuale rete di laboratori di analisi disponibili nel settore pubblico, ad oggi insufficiente a processare la quantità di tamponi necessari, e occorre coinvolgere in maniera massiccia ed emergenziale tutte le strutture private presenti”.
Nella nota si affronta poi il rapporto fra le Usca, i medici di medicina generale e il Dipartimento di prevenzione: “Occorre definire con chiarezza le funzioni delle Usca, pubblicizzandone i percorsi funzionali. Inoltre, il numero di Usca distrettuali attivate per assistere e curare a domicilio pazienti Covid segnalati dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, oltre a non essere adeguatamente forniti di un robusto supporto logistico, amministrativo ed organizzativo, è assolutamente insufficiente rispetto all’emergenza in atto. Servono, poi, figure professionali dedicate all’assistenza ed al monitoraggio degli asintomatici, “prigionieri” del Covid, chiusi a casa in attesa dei tamponi la cui risposta ritarda settimane anche dopo l’esito negativo”. Da qui la richiesta di procedere al più presto con la stabilizzazione di tutto il personale sanitario già impegnato e all’assunzione di un nuovo contingente di infermieri e medici.
Non manca il riferimento alle attività sanitarie ordinarie, interventi chirurgici, cure indifferibili e visite specialistiche: “Ad ottobre – viene specificato – risultano circa il 40% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 e preoccupa l’emergenza posti letto nei reparti ospedalieri internistici (Pneumologia, Medicina Interna e Malattie Infettive) così come una riduzione significativa dei posti letto in psichiatria (da 45 a 30) dopo la chiusura del relativo reparto presso il nosocomio di Avola”.
Indice puntato anche verso le lacune del sistema di assistenza domiciliare con riferimento ai soggetti fragili, non autosufficienti, affetti da malattie croniche, disabili o per i quali sia in genere prevista l’assistenza domiciliare integrata, attraverso un potenziamento delle risorse umane. Viene infine sollecitata l’esigenza di attrezzarsi subito per il prossimo appuntamento con il vaccino anti covid.
Sulla realizzazione del nuovo ospedale, infine, viene suggerita l’attivazione di una interlocuzione permanente con il Prefetto, nominato Commissario Straordinario, anche “attraverso la creazione di un tavolo permanente di confronto che consenta lo snellimento delle procedure attraverso un dialogo interistituzionale e, in questo modo, avere contezza della sussistenza e certificazione delle risorse necessarie, monitorare le procedure di avanzamento dei lavori, supportarne l’azione allo scopo di pervenire nei tempi più rapidi possibili ad una soluzione in linea con i bisogni del territorio. In tal senso – conclude il documento – sarebbe auspicabile conoscere quali refluenze potrebbe avere la gara per la gestione pubblico-privato del Trigona di Noto dove sono previste discipline che dovrebbero essere attivate nel nuovo Ospedale di Siracusa classificato Dea di II livello”.
