In perfetta linea con il dato nazionale e regionale, Siracusa registra un calo della popolazione residente: ad aprile 2019 il capoluogo aretuseo conta 120.923 abitanti, con un decremento di 34 rispetto alla fine del 2018 e di 6.000 rispetto a vent’anni fa. Le famiglie sono in tutto 50.593. E per la prima volta da anni a Ortigia si scende sono i 4000 residenti, per la precisione 3998.
Il trend della città è in discesa costante dal 2011 con una parentesi positiva solo nei 3 anni che vanno dal 2013 al 2015.
Il quartiere più popoloso rimane Tiche con 24.194 residenti, seguita da Acradina con 21481, Grottasanta con 19548, Neapolis con 10046, Santa Lucia con 11.924, Epipoli con 7559 e le due frazioni di Cassibile e Belvedere, rispettivamente con 6166 e 6973 residenti.
E se Ortigia scende sotto i 4.000 residenti, la Regione Sicilia scende per la prima volta sotto i 5 milioni di abitanti: 4.999.891 residenti, circa 27mila in meno rispetto all’inizio dello scorso anno.
“Questi dati – commenta Salvo Sorbello, già delegato nazionale dell’Anci per le politiche della famiglia – devono fare seriamente riflettere e dovrebbero costituire la base fondamentale per un serio programma riguardante il futuro di Siracusa. Dovremmo infatti comprendere che la lotta contro l’inverno demografico non è né di destra né di sinistra: riguarda semplicemente la nostra vita e il futuro della nostra città. Occorre avere la consapevolezza che nascono meno bambini – prosegue – dove mancano politiche efficaci di sostegno alla famiglia e dove i giovani non hanno, comprensibilmente, una visione positiva del proprio futuro. Il Comune di Siracusa dovrebbe quindi avere questo tema come prioritario. Per sostituire i morti ci vorrebbero almeno due bambini per donna e ciò non avviene praticamente in nessun posto, allora – conclude – bisogna mettere in atto scelte virtuose e lungimiranti che favoriscano la formazione della famiglia, l’occupazione femminile, il benessere infantile”.
