Materassi sistemati alla bene e meglio, coperte, sedie come poltrone: questa la sistemazione per la prima notte di occupazione negli uffici di via Malta della ex Provincia di Siracusa. I dipendenti si sono organizzati a turni per presidiare a oltranza il luogo in cui per decenni hanno lavorato senza avere problemi. La situazione è però radicalmente mutata negli ultimi anni e un declino progressivo, dal punto di vista economico, ha portato molti di loro sull’orlo del baratro: sono indietro di 5 stipendi e soprattutto non pare esserci speranza per il futuro. La disperazione ha preso il sopravvento. La stessa disperazione che a luglio scorso li aveva portati a dar vita a blocchi stradali e a salire sulla gru che si trova all’interno del cortile del palazzo di via Malta e sulle impalcature esterne. Poi gli incontri a Palermo e le notizie tanto sperate: sarebbero arrivate le risorse per assicurare gli stipendi arretrati e per provare a chiudere l’anno: 2,7 milioni in prima battuta e altri 8,3 milioni dal fondo straordinario. Ma i problemi sono sempre dietro l’angolo e alcuni giorni fa arriva la notizia del blocco dei primi 2,7 milioni per il ricorso di Ragusa, altra ex Provincia in difficoltà. Riesplode la rabbia e riprendono sit in e assmblee, fino alla decisione di occupare l’ente.
Ieri i segretari provinciali per la Funzione pubblica di Cgil, Cisl, Uil e dell’Ugl, rispettivamente Franco Nardi, Daniele Passanisi, Alda Altamore e Antonino Galioto hanno incontrato il Prefetto per informarlo della situazione: “La Regione continua a giocare con la vita ed il destino dei lavoratori dell’ex Provincia di Siracusa – hanno aggiunto i segretari Nardi, Passanisi, Altamore e Galioto – non destinando le somme dovute e lasciando nel baratro centinaia di famiglie che non percepiscono lo stipendio da sei mesi”. Inoltre hanno richiesto l’intervento delle segreterie regionali di categoria e alle segreterie confederali per sbloccare in tempi celeri le somme ferme all’Ufficio di Ragioneria della Regione e dell’assessorato regionale alle Autonomie Locali.
