Crisi dell’edilia quasi irreversibile in Sicilia e in provincia di Siracusa.
A denunciarlo la Feneal Uil durante il direttivo provinciale di ieri con il segretario generale di categoria Saveria Corallo e il segretario generale Uil Stefano Munafò. A dimostrarlo, secondo quanto hanno riferito, è anche il dramma cementerie siciliane e siracusane in particolare. La Buzzi Unicem, azienda piemontese che opera anche nel siracusano (tra Augusta e Priolo) ha licenziato alcuni lavoratori e per altri è scattata la cassa integrazione.
“L’uso del cemento è dimezzato – sottolinea Saveria Corallo – se prima se ne producevano circa 43 milioni di tonnellate, oggi solo 19. Ciò perché l’edilizia è ferma e scadendo anche le concessioni per le costruzioni che poi non vengono rinnovate, si chiudono gli stabilimenti. Di recente c’è stata una manifestazione regionale e una prima interlocuzione con le istituzioni che hanno fatto sapere che avrebbero fatto un monitoraggio preciso attraverso visite guidate sui luoghi di lavoro. Speriamo che questo nuovo governo regionale non sia assente come lo è stato quello di Crocetta”.
Per tutte queste ragioni è stato programmato uno sciopero per il 18 dicembre anche perché in Sicilia i dati sono davvero allarmanti.
Nel corso del direttivo si è parlato anche dei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e sono state avviate tutte le procedure per il congresso provinciale che si svolgerà il 24 febbraio.
