Firmato questa mattina a Siracusa il protocollo per il riconoscimento al Mise del petrolchimico siracusano come area di crisi industriale complessa. Il protocollo è frutto di un lavoro avviato nei mesi scorsi con gli 11 Comuni dell’area interessata, le aziende, i sindacati, l’Autorità di sistema portuale Sicilia orientale e la Camera di commercio del sud-est Sicilia con l’obiettivo di favorire la riconversione industriale.
“Riteniamo che l’area industriale di Siracusa – ha affermato Musumeci in collegamento video – sia non soltanto da tutelare ma da rilanciare, perché ci consentirebbe di alimentare l’export siciliano. Oggi iniziamo un percorso fatto di varie tappe. Questo è il primo passo che avvia l’iter per il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa che è la condizione necessaria per poter attingere a tutte le possibili misure di sostegno economico e finanziario in aiuto alle aziende insediate. Come governo regionale siamo pronti a intervenire insieme al Ministero per permettere alle imprese che si trovano in quest’area di operare una completa riconversione”.
La firma di oggi, dunque, dà il via al percorso per la richiesta di crisi industriale complessa al Ministero dello Sviluppo economico per il Polo produttivo del Siracusano, che comprende le attività che si trovano nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta, Melilli e Siracusa. Il distretto produce un fatturato complessivo di 12,2 miliardi, il 15% del valore aggiunto dell’industria della trasformazione della Sicilia e il 53% della provincia di Siracusa. E impiega circa 7.500 fra indotto e diretti di cui 3.250 nelle grandi imprese del polo chimico, petrolifero ed energetico, in gran parte nelle sette multinazionali presenti nell’area (dai russi di Lukoil all’algerina Sonatrach e poi Sasol, Versalis, Erg Power, Air Liquide).
“Questo protocollo – commenta Giovanni Cafeo, parlamentare regionale di Italia Viva e segretario della III Commissione Ars Attività Produttive – ha un forte valore simbolico perché certifica che le imprese del settore industriale sono una realtà socio-economica fondamentale e imprescindibile del territorio. Per questo – aggiunge – vanno supportate, al fine di compiere l’attesa transizione verso il futuro, nel rispetto di tutti gli aspetti della sostenibilità e cioè quella ambientale, economica e sociale.
Spero – conclude Cafeo – che questa volta l’impegno del Governo regionale abbia come conseguenza atti concreti e non soltanto annunci, con l’aiuto e soprattutto con l’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori di questa vicenda ossia le istituzioni, le imprese e i sindacati”.
“Il riconoscimento di area di crisi complessa – dichiarano Pippo Zappulla e Antonino Landro segretario regionale e provinciale di Art1 – non è la panacea di tutti i mali ambientali, produttivi ed occupazionali ma un’arma a doppio taglio che, senza le necessarie e indispensabili garanzie sugli investimenti, rischia di condannare un territorio alla deindustrializzazione e a licenziamenti di massa. Per questo è fondamentale l’Accordo di programma da allegare all’Intesa. Senza le garanzie sugli investimenti, sulle bonifiche e reindustrializzazione, sulle gestioni trasparenti degli appalti e sui diritti dei lavoratori – concludono – è evidente che il tutto si possa ridurre ad una mera operazione di abbandono produttivo e occupazionale dell’area siracusana”.
