Scoppia la querelle sulle tariffe applicate dal gestore della Cittadella dello Sport per la fruizione degli spazi acqua della vasca scoperta “Paolo Caldarella”.
A sollevare il problema è l’Asd Sikelia Waterpolo, che denuncia incrementi dal 65% al 93% per gli spazi più ristretti.
“Tale contenzioso – si legge nella nota dell’associazione sportiva – era già sorto lo scorso anno e pensavamo fosse stato definitivamente risolto con la nota a firma del dirigente dell’Ufficio Sport del Comune di Siracusa, Vincenzo Miccoli che dava un’interpretazione chiara del criterio da applicare per una equa ripartizione dei costi, cui tutte le società che praticano la disciplina della pallanuoto devono attenersi.
Riteniamo non condivisibile la posizione assunta dal gestore, sia nel merito che nei tempi: non riusciamo a comprendere come mai i criteri che poi saranno confermati nella nota del dirigente, applicati sia dall’inizio della gestione da parte dell’Ortigia, diventino solo oggi mere indicazioni prive di alcuna valenza amministrativa e quindi non vincolanti. A ciò si aggiunge il fatto che la diversa applicazione delle tariffe, non è stato oggetto di alcuna comunicazione preventiva alle società ma è stata resa nota solamente all’atto della emissione della prima fattura.
E’ chiaro che tale atto unilaterale, intrapreso a stagione già iniziata, comporta un aggravio economico da parte della nostra società non sostenibile e che quindi, se ratificato, comporterebbe la chiusura di tutte le nostre attività, non intendendo in alcun modo riversare sulle famiglie dei nostri iscritti un ulteriore esborso”.
L’associazione sportiva punta l’indice anche verso l’amministrazione comunale alla quale la situazione è stata segnalata già 20 giorni fa ma che, a dire della Sikelia, non avrebbe ancora fatto pervenire alcun riscontro né chiarimento.
“Riteniamo doveroso – prosegue la nota – un intervento chiaro e risolutivo da parte dell’amministrazione Comunale per dirimere tutte quelle questioni che insorgano tra il gestore e le società che non possono essere risolte in maniera unilaterale, a maggior ragione quando da tali atti scaturiscono, come riteniamo nel caso specifico, ripercussioni tali da che potrebbero avere come esito finale la chiusura della nostra società che, è bene ribadirlo, nei suoi 5 anni di attività non è mai stata inadempiente ai propri obblighi contrattuali nei confronti del gestore. Perdurando l’assenza di chiarimenti – conclude l’associazione – metteremo in atto tutte le azioni legali per tutelare un diritto che riteniamo non solo nostro, ma di tutte quelle famiglie che affrontano quotidiani sacrifici per praticare dello sport”.
