L’intesa per salvare il depuratore consortile dell’Ias è stata trovata. Durante l’assemblea dei soci riunita questa mattina è stato trovato l’accordo che prevede l’esecuzione degli interventi chiesti dalla Procura da parte dei soci privati. I costi sostenuti, stimati in 12 milioni di euro, saranno poi riconosciuti dalla Regione o dal nuovo soggetto che subentrerà nella gestione del depuratore consortile.
Nello specifico gli interventi richiesti dalla Procura riguardano la realizzazione di uno o più sistemi per la captazione e l’abbattimento degli odori prodotti dall’impianto e la prestazione di una fidejiussione pari al costo delle opere da realizzare e alla loro messa in esercizio.
Messo tutto ciò nero su bianco, adesso a dire l’ultima parola sarà il Cda dell’Ias, che dovrà esprimere il proprio parere il 15 aprile, data di scadenza della proroga concessa dalla Procura
Piena soddisfazione per la decisione assunta dall’assemblea dei soci dell’Ias viene espressa dai due componenti della Direzione provinciale del Pd, Salvo Baio e Turi Raiti: “Riteniamo questa decisione idonea ad evitare il blocco del depuratore consortile (e la conseguente paralisi de’area industriale) e a salvaguardare l’occupazione, restituendo serenità ai dipendenti Ias. Apprezziamo – aggiungono – il gesto di responsabilità dei tre soci privati di accollarsi gli oneri per la fideiussione e la redazione del progetto in modo da evitare il salto nel buio. Seguiremo attentamente l’evoluzione della situazione e ci auguriamo che dalle parole si passi ai fatti”.
