Il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento contro i dirigenti dell’ospedale siracusano. La notizia arriva dopo l’annuncio dell’apertura dell’indagine sulla gestione dell’Umberto I da parte della Procura della Repubblica di Siracusa.
“Riceviamo, afferma l’avv. Bruno Messina Presidente Provinciale, centinaia di proteste da parte dei cittadini che, per quanto verificatosi all’Umberto I, si dichiarano sfiduciati dalla superficialità con cui è stata affrontata l’emergenza. Nessuno vuole più rivolgersi, anche per un semplice consulto, alla struttura ospedaliera e preferisce recarsi presso altri nosocomi della provincia. Questo perché – continua Messina – i fatti appresi sono gravissimi e mettono in luce una superficialità e un lassismo intollerabili da parte di coloro che, ai diversi livelli, avrebbero dovuto dirigere con rigore la struttura che dovrebbe accogliere i malati Covid-19 di Siracusa e provincia. Ma andiamo per gradi: il 15 marzo viene riscontrata la positività di un medico del reparto di cardiologia dell’Umberto I, il 28 marzo quella del primario del Pronto Soccorso e di altri due medici, in data 3 aprile la positività di un medico e di un’infermiera di oncologia, che costringe a trasferire il reparto al Di Maria di Avola e adesso risultano positivi alcuni pazienti di geriatria. Insomma la situazione è ormai precipitata, soprattutto dopo il servizio di Report sul caso Rizzuto. E il focolaio all’Umberto I non è più l’unico a preoccupare la cittadinanza, poiché, dopo gli omessi controlli di quanti erano entrati in contatto con il direttore del Parco Archeologico, si sono verificati la morte della dipendente del Paolo Orsi, collaboratrice di Rizzuto, e l’inizio di sintomi influenzali accusati da impiegati della Soprintendenza di Siracusa. Il clima che si respira è, poi, appesantito dai problemi legati allo smarrimento di alcuni tamponi, al ritardo sugli esiti degli stessi e alla mancanza di reagenti”.
