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Siracusa, gestione covid: l’atto d’accusa dell’Ordine degli infermieri

Siracusa, gestione covid: l'atto d'accusa dell'Ordine degli infermieri

Inadeguatezza nel gestire l’emergenza Covid 19, ritardo nella tempestività delle comunicazioni con gli utenti, difficoltà a processare velocemente un numero più elevato di tamponi. Queste le criticità che a mesi di distanza dall’inizio della pandemia vengono denunciate dall’Ordine delle Professioni infermieristiche di Siracusa, che mette sul piatto una serie di proposte: l’immediato adeguamento delle dotazioni organiche, adozione di misure di sicurezza per la tutela della salute dei dipendenti e della qualità delle prestazioni assistenziali standard richiesti, inserimento nella dotazione organica della figura dell’infermiere pediatrico, inserimento di personale amministrativo nelle corsie ospedaliere a supporto dell’attività sanitaria burocratica per non distogliere gli infermieri dalle proprie attività assistenziali, incremento del personale amministrativo per velocizzare la comunicazione positività pazienti e dei referti tamponi, assistenza domiciliare attraverso l’istituzione dell’infermiere di famiglia e implementazione delle risorse professionali del territorio.
Non manca poi la richiesta di test sierologici e tamponi su personale sanitario e assistiti, oltre all’organizzazione di postazioni all’interno dei Comuni che possano effettuare (in giorni ed orari specifici) screening di tamponi alla popolazione su base volontaria e senza prenotazione.
Un altro tasto dolente è quello del tracciamento dei contatti: “Ad oggi – si legge nella nota – i conviventi asintomatici di un paziente positivo al Covid19 vengono isolati senza indagare sulla loro reale negatività e si è verificato in diversi casi la grave omissione del tracciamento di contatti stretti (colleghi di lavoro, parenti che frequentano abitualmente il domicilio) anche laddove venivano esplicitamente comunicati dall’utente già risultato positivo con test diagnostico di tampone molecolare così come non viene ritenuto necessario il tracciamento di bambini di età scolare (scuola materna e asili nido) sostenendo che la lieve sintomatologia o la totale asintomaticità dei bambini di quella fascia di età, non costituisce motivo di preoccupazione. E’ invece necessario – prosegue la nota – effettuare screening di adulti e bambini (senza distinzione di età) nei posti a maggior rischio di contagio: scuole materne/asili nido, uffici pubblici, centri commerciali, supermercati. Le regioni del nord – denuncia ancora l’Ordine – si stanno accaparrando gli infermieri, formati al sud, perché propongono contratti triennali rispetto ai nostri (alcune volte mensili). anche perché – viene evidenziato – per attivare un posto letto di terapia intensiva non sono necessari solo un ventilatore, un aspiratore, un monitor multi parametrico. Un posto letto di terapia intensiva (o semi intensiva) ha necessariamente bisogno di un Infermiere esperto. Bisogna pertanto adoperarsi concretamente per il ripristino del corso di laurea in infermieristica nella provincia di Siracusa”.