Una nuova voce e un nuovo pensiero si aggiunge al dibattito in atto in città sul prestito del “Seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio al Mart di Rovereto: è quello dell’esponente del Pd siracusano Salvo Baio, che ci ha inviato una nota che di seguito pubblichiamo e che rappresenta una posizione favorevole ai “viaggi” delle opere d’arte, se non ci sono condizioni ostative:
“Il sindaco di Siracusa è contrario al prestito del Caravaggio per ragioni opposte a quelle contenute nell’appello ispirato da Paolo Giansiracusa e sottoscritto da numerosi intellettuali e condiviso dalla nota antichista Eva Cantarella. Nell’appello, la contrarietà al prestito del Seppellimento di Santa Lucia si basa sulle (presunte) precarie condizioni di “salute” del dipinto e sull’eventualità che il trasporto lo possa danneggiare ulteriormente.
Questa tesi è stata destituita di fondamento scientifico dall’Istituto centrale del restauro dopo un’ apposita verifica sullo stato del dipinto effettuata a Siracusa nelle scorse settimane.
Il sindaco, invece, dopo mesi di silenzio e dopo che il suo assessore alla Cultura si era espresso, senza essere smentito, a favore del prestito, ha dichiarato di volersi opporre al trasferimento perché l’Istituto centrale del restauro ha dichiarato che il dipinto non ha bisogno di restauro. Come è evidente a tutti, la tesi sostenuta dagli intellettuali e quella sostenuta dal sindaco sono diametralmente opposte. ma la conclusione è la stessa.
Inoltre Italia, con un’operazione di captatio benevolentiae, ha messo sul piatto del NO la presa di posizione di 20 ex consiglieri comunali, contrari al trasferimento perché il Seppellimento “non è solo un’opera d’arte ma un’icona di fede”, e di un gruppo di associazioni che da settimane si battono, con argomenti di natura prevalentemente identitaria (la cosiddetta siracusanità dell’opera), perché il dipinto non si muova da Siracusa.
Pur rispettando tutte le opinioni, confesso di trovare surreale questo dibattito, per varie ragioni. Intanto non credo che il prestito temporaneo al museo di Rovereto faccia perdere l’identità del dipinto, che, al contrario, sarà conosciuta e apprezzata da migliaia di visitatori; inoltre se il Seppellimento è anche un’icona di fede non sarà certo l’esposizione a Rovereto (civilissima e cattolicissima città del Trentino) ad offuscare tale aspetto.
Infine credo che questa posizione di contrarietà al trasferimento sia culturalmente di retroguardia e porti con sè il rischio di imprigionare, al di là delle buone intenzioni, l’arte in un cortina di ferro provinciale. L’arte, a mio avviso, deve viaggiare, se non ci sono condizioni ostative. Del resto i prestiti di opere d’arte sono praticati dai più prestigiosi musei. Ogni opera d’arte ha, a suo modo, un carattere identitario.
