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Siracusa, il procuratore Giordano: “Dalla Turchia all’Italia la tratta di lusso”

Siracusa, il procuratore Giordano: "Dalla Turchia all'Italia la tratta di lusso"

Come ogni viaggio che si rispetti esiste una prima e una seconda classe. Ecco il nuovo fenomeno, documentato da Repubblica, che descrive un flusso di migranti con abiti nuovi, puliti e profumati, soldi in tasca e una traversata non su barconi fatiscenti, ma su barche a vela. La tratta di lusso sarebbe quella che collega la Turchia con l’Italia, ma per poterne usufruire, il prezzo è molto alto, addirittura si parla 8mila o 10mila euro a testa. Chi se lo può permettere? La borghesia siriana, afghana, iraniana, un fenomeno che, all’inizio sporadico, ha assunto nell’ultimo anno una sua consistenza e continuità, come ha spiegato il procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, nella sua recente audizione davanti alla commissione Difesa del Senato per il caso delle navi delle Ong. Sono sempre questi gli approdi italiani preferiti dagli scafisti delle barche a vela, “una circostanza che – spiega il procuratore Giordano – ci fa ipotizzare che l’organizzazione che ha base in Turchia possa contare su una rete di accoglienza anche in Italia, appunto nelle zone di Siracusa, Otranto e Crotone”.

I numeri parlano: solo nel Siracusano si parla di un giro d’affari che, a 500mila euro a viaggio, ha fruttato ai trafficanti dieci milioni di euro nel 2016.

Le condizioni del viaggio sono in assoluta sicurezza: si viaggia molto più leggeri, a bordo ci sono riserve di cibo e giubbotti di salvataggio per tutte le taglie, e il viaggio dura da 5 a 7 giorni. Scappano dai loro paesi, ma preferiscono sempre le vie clandestine “non ci sono le condizioni”, avrebbero detto due migranti appena sbarcate.
Hanno in tasca anche il passaporto, soldi, e i loro oggetti personali. Per loro inizia una nuova vita.