Sale di tono la polemica sul trasporto de “L’Annunciazione di Antonello da Messina dal Museo Bellomo di Siracusa a Palermo in occasione della mostra organizzata nel capoluogo siciliano e che per l’assessore regionale ai Beni culturali Tusa deve vedere la presenza di tutte le grandi opere dell’artista siciliano.
Dopo le tante parole spese contro il trasferimento, seppur temporaneo dell’opera, il storico d’arte, Paolo Giansiracusa, passa all’azione, chiamando a raccolta attraverso il suo profilo facebook la città: “Lunedì 10 Dicembre, alle 9.30, faremo un presidio davanti al Museo Bellomo.La parte sana di questa difficile terra si schiera in difesa di un dipinto fragilissino e rifiuta, ancora una volta, gli atti di arroganza e ignoranza della politica regionale.Saremo a migliaia per tutelare Antonello”.
“L’Annunciazione di Antonello da Messina – spiega il prof. Giansiracusa – è un dipinto del 1474 traumaticamente trasferito dalla tavola alla tela a causa dell’assoluta inconsistenza strutturale del supporto ligneo. Corroso dall’umidità, sottoposto a continui interventi di manutenzione e restauro a cura dell’ICR, versa in precarie condizioni a causa dei danni subiti nel tempo. Trasferito da Palazzolo Acreide a Siracusa agli inizi del Novecento, ha trovato la sua sede definitiva nei locali espositivi della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo dove, per difenderlo dalle variazioni igrometriche, è stato prudenzialmente inserito in una teca di vetro. La Regione Siciliana – continua – ha emanato qualche anno fa un decreto di inamovibilità che oltre al capolavoro di Antonello comprende anche altre opere di pregio custodite nelle collezioni pubbliche dell’Isola. Gli attuali amministratori, superando le indicazioni del decreto, dichiarando l’opera in perfetta salute, ne chiedono adesso il trasferimento a Palermo. Ma si parla anche di una successiva tappa a Milano.
Invece di effettuare un check up dell’opera, in previsione di un nuovo urgente restauro, – aggiunge Giansiracusa – la Regione progetta momenti espositivi di infimo valore e, ciò che è ancora più incomprensibile, di nessun interesse per i siciliani”.
Poi si rivolge direttamente all’assessore Tusa: “Se proprio volevi occuparti di Antonello, dovevi farlo per un nuovo urgente necessario RESTAURO. Se te lo porti in giro, non hai capito nulla della corretta conservazione delle opere d’arte”.
Dal canto suo l’assessore rassicura sulle modalità del trasferimento: “Sarà effettuato con la più rigida accortezza, finalizzata alla sua salvaguardia, avendo constatato attraverso il supporto scientifico del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro della Regione Siciliana, la reale assenza di ogni seppur minimo rischio, anche grazie alla collaborazione di autorevoli e riconosciuti esperti del settore che hanno da anni operato e conosciuto approfonditamente lo stato di salute delle opere in questione”.
